I 10 SUPERPOTERI
CHE NON SAPEVI DI AVERE
(e che dovresti imparare a usare)

Tutti vorrebbero avere dei superpoteri.

Vorremo essere supereroi.

Hai mai pensato che tu (sì, proprio tu) potresti essere un supereroe?

Comincia ad essere oggi ciò che tu vuoi essere domani.

(William James)

Come questo sia possibile? Semplice sei un multipotenziale!!!

(Se non ne sei convinto prova a fare questo test!)

Dopo aver scoperto cosa fosse un multipotenziale e aver visto il video di Emily io avevo più o meno questa espressione:

Le domande a cui per una vita avevo cercato di dare delle risposte semplicemente non avevano risposta. Potevo fare tutto, vivere ovunque, esplorare e imparare a mio piacimento senza sentirmi una persona strana, che non si accontenta mai, che cerca sempre altro, che vuole sempre d più.

Non solo questo, bensì scopro che “Il mondo ha bisogno di noi”.

***Sonia, dai non esagerare!!!***

Giuro, non sono stata io a dirlo. Se hai visto il video di Emily, lei dice proprio così ad un certo punto verso la fine. Non solo, ad un certo punto nomina anche i tre super poteri dei multipotenziali.

Non mi bastava! Volevo scoprire di più. Così ho cercato ovunque e…niente, nessuna informazione!!!

Ho iniziato a cercare risposte nell’unico posto in cui ero sicura di trovarle: dentro di me!

Mi sono chiesta: quali sono quelle caratteristiche che da sempre ti differenziano e ti fanno sembrare un po’ strana? Cosa c’è di così speciale nei multipotenziali? Come posso usare queste capacità per fare la differenza e contribuire all’evoluzione positiva del mondo?

Da queste domande nasce questa guida: uno spunto per guardarsi dentro e scoprire che multipotenziale non significa solo essere diversi ma anche essere speciali.

Scopri i 10 superpoteri dei multipotenziali e ti prego, nei commenti, aggiungi almeno un superpotere che io non ho menzionato.

Così da poter mappare meglio chi siamo e cosa sappiamo fare 😉

Iniziamo…

1.   Curiosità

***La curiosità è un super potere? E cosa me ne faccio?***

Dimmi che non l’hai pensato.

Sì sincero.

Ecco, meglio.

Lo so. La curiosità può sembrarti inutile, a volte addirittura fastidiosa, sicuramente non abbastanza aurea da essere un superpotere.

Non ti piace sentirtelo dire, ma ti sbagli.

La curiosità è il fuoco che arde in ogni Multipods, è la luce negli occhi quando stai per fare qualcosa di nuovo, è l’entusiasmo che provi per la vita, è l’adrenalina nel vivere una nuova avventura, è la paura di scoprire che non c’è più niente da scoprire.

Noi siamo curiosi, quindi siamo.

Se ci pensi bene è proprio dalla curiosità che derivano tutti i nostri talenti, dalla voglia di andare oltre, di non fermarsi a ciò che c’è, a ciò che ci hanno detto. Ed è dalla curiosità che derivano tutti i nostri superpoteri.

Perciò ti darò questo consiglio, il più importante consiglio che ho dato a me stessa tanti anni fa, anche quando la curiosità era l’ultima cosa che mi dovesse importare.

Non perderla mai quella luce, non permettere a niente e nessuno di spegnere quel fuoco, alimentala sempre la tua curiosità. Senza di essa saremmo solo esseri grigi, privati di noi stessi e si quello che ci rende vivi.

Per essere davvero un supereroe, per sviluppare i tuoi superpoteri e far sì che il mondo abbia bisogno di te (e tu possa davvero fare qualcosa per il mondo) continua ad essere curioso.

E curioso come sei, taglio corto questo discorso così potrai scoprire gli altri nove superpoteri di un Multipods 😉 Divertiti!

2.   Sintesi di idee

Come avrai sicuramente visto nel video di Emily, la sintesi di idee è forse la nostra caratteristica più evidente. Ma cosa comporta e a cosa serve?

Per sintesi d’idee si intende riuscire a creare una nuova idea attraverso il confronto e la comparazione di altre idee. Un po’ come una somma il quale risultato non è lineare ma esponenziale.

Ti capita mai di avere un problema e trovare la soluzione intorno a te, partendo da qualcosa che non centra nulla col tuo problema?

Ecco, la capacità di trovare un’intersezione tra due cose apparentemente non connesse è appunto la capacità di sintetizzare le idee. Può sembrarti una cosa comune, ma prova a fare attenzione alle persone intorno a te: ti sembra comune? Riescono tutti a fare gli stessi collegamenti? Riescono a seguirti quando parli e rimbalzi da un argomento all’altro inseguendo fili conduttori contorti?

Se da una parte spesso questa caratteristica rende difficile la comunicazione con gli altri, così come riuscire a spiegare perché si ha avuto una determinata idea e si è sicuri che funzionerà, dall’altra è una grossa opportunità perché da vita ad altre caratteristiche molto interessanti.

3.   Creatività

Creatività è mettere in connessione le cose fra loro!

Steve Jobs

In altre parole attraverso la sintesi d’idee si materializza quella che comunemente chiamiamo creatività.

***Tutto molto bello, Sonia. Ma che mi cambia saper essere creativo? Io lavoro in ambito finanziario!***

La prima domanda che vorrei farti è: lavorerai lì per tutta la tua vita?

Se sei davvero un multipotenziale immagino che, anche se tu non volessi, arriverà un punto in cui non ce la farai più a fare la stessa cosa ogni singolo giorno, per quanto ti possa piacere e per quanto in gamba tu possa essere.

Comunque non importa dove tu lavori, in quale posizione. Ho fatto Fisica per due ani della mia vita all’università e, che tu ci creda o no, quello che mi affascina più di tutto in questa materia è la possibilità di usare la mia creatività nella risoluzione dei problemi. Eppure la Fisica non dovrebbe essere una materia creativa, giusto?

E chi lo dice questo?

Conosci Albert Einstein vero? E Isaac Netwon?

Sì, loro. Ecco voglio svelarti qualcosa che in pochi sanno.

I fisici più famosi di tutti i tempi sono multipotenziali (leggi le loro storie, sono di grande ispirazione!) e hanno risolto i quesiti più grandi dell’umanità grazie alla creatività.Chi dice che in ambito finanziario questo non si possa fare?

Quindi non mi dire che non esiste un modo creativo di lavorare in finanza, scommetto che se cerchi un po’ lo trovi di sicuro!

Qualunque sia l’ambito in cui lavori la creatività ha due importanti ruoli:

  1. Evitare che tu, Multipods, ti annoi a morte.

Mettere creatività in quello che fai può permetterti di fare ogni giorno la stessa cosa in un modo nuovo e permetterti di sopravvivere alla noia. Non credi sia possibile? Allora ti sfido: scrivi su un foglio 100 modi per fare in modo diverso il tuo lavoro, qualunque esso sia. Ti sorprenderà scoprire cosa la tua mente può elaborare.

2. Produrre innovazione.

Ma questa caratteristica dei multipotenziali preferisco raccontartela a parte.

Continua a leggere…

4.   Innovazione

Sull’innovazione si potrebbe parlare per ore e ci sono interi blog dedicati a questo argomento, quindi perché ne parliamo qui?

Noi Multipods siamo più inclini ad innovare della media.

Il motivo dovresti averlo capito: i collegamenti mentali che facciamo tra le varie cose che conosciamo e proviamo, stimolano la nostra creatività il che ci porta a dare soluzioni innovative.

L’innovazione è una cosa positiva? Non è detto.

Sebbene innovare porta sempre un vantaggio competitivo, non è detto che le innovazioni riescano sempre ad essere accettate sul mercato. Questo è tanto vero per le imprese e i prodotti/servizi, quanto per le persone.

Qualcuno che propone sempre cose “strane”, “nuove”, “innovative” può risultare un passo davanti agli altri o semplicemente infastidire.

Perché allora ho voluto annoverare l’innovazione tra i superpoteri di un multipotenziale?

Perché se Galileo avesse pensato di essere pazzo per quello che aveva scoperto, se Einstein non avesse provato a contraddire Newton con una teoria innovativa quanto improbabile, se Steve Jobs non fosse stato convinto che ci sarebbe stato un personal computer nelle case di ognuno di noi… beh, probabilmente ad oggi continueremmo a spingere carretti con ruote quadrate. (E se te lo stai chiedendo, sì, anche Galileo e Steve sono Multipods)

Quindi è un superpotere, ma “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e la tua è capire se la tua innovazione vale la pena di essere portata avanti o no.

Per questo sei un multipotenziale 😉

5.   Apprendimento Rapido

Sai, mi sono spesso sentita in colpa per questo.

Soprattutto durante gli anni delle scuole superiori. Non voglio tirarmela, ma non credo di aver mai aperto un libro, aver fatto un esercizio o tradotto una versione di latino. Se da un lato non lo consiglio a nessuno, perché sarebbe stato bello avere maggiori expertise in alcune materie, dall’altro…ho fatto tante altre cose nel frattempo. Eppure il voto del mio diploma è stato 100. Senza sforzo.

Mi facevo interrogare all’ultima ora e usavo le ore precedenti per studiare. Spesso non dovevo neanche finire di leggere una pagina, perché tanto sapevo già come andasse a finire. Nella mia testa tutto trova posto come pezzi di un puzzle e, man mano che i pezzi si aggiungono, il quadro inizia a comporsi ed ormai sai già cosa vi è raffigurato. Quindi per le interrogazioni non mi serviva studiare. Bastava raccontare quel puzzle, indipendentemente da che materia fosse.

Probabilmente è stato così anche per te. Probabilmente lo hai dato per scontato o ti sei semplicemente ritenuto più “intelligente” degli altri. No. Sei solo multipotenziale. L’apprendimento fa parte di noi.

Non mi credi?

Beh, lo so che per te è scontato. Sei multipotenziale da tutta la vita, ragioni con la tua testa e non sai come ragionano gli altri. Ma vorrei farti vedere la cosa da un altro punto di vista per farti apprezzare questa caratteristica.

Sei ad una lezione/spiegazione/corso di aggiornamento (a scuola, all’università, a lavoro…) riguardo un argomento che non conosci. Mentre ascolti la tua mente fa un semplice lavoro di ricerca: ripassa tutto quello che hai sentito, visto o imparato nella tua vita e cerca un collegamento. Ad un certo punto si accende una lampadina e come un puzzle ti rendi conto che quello che stanno spiegando combacia perfettamente con qualcosa che sapevi già. Bingo! È fatta. Attraverso l’associazione con qualcosa che sapevi già, adesso il nuovo argomento è più facile da imparare.

Hai capito quanto importante è questa caratteristica?

Iniziare da zero non ti spaventerà più sapendo che imparare per te è un gioco da ragazzi. Ma non è sufficiente saperlo fare, è giusto che tu ne sia consapevole.

6.   Adattabilità

Siamo costantemente in situazioni nuove.

Hobby che cambiano di anno in anno, gruppi di amici diversi, interessi multipli, diverse città in cui vivere…

Ognuna di queste situazioni ha un codice di comportamento e per essere accettati bisogna conoscerlo e saperlo applicare. A forza di cambiare e ritrovarci in nuove situazioni abbiamo dovuto adattarci velocemente. Perché se da un lato ci piace cambiare, dall’altro non ci piace essere gli ultimi arrivati. Perciò abbiamo imparato ad osservare con attenzione: come si comportano gli altri; come si vestono; come si pongono gli uni con gli altri; come si rivolgono a coloro che ricoprono posizioni di potere; qual è il codice di linguaggio.

Come visto prima, siamo come delle spugne, assorbiamo tutto quello che è intorno a noi rapidamente.

Tra i vari superpoteri, quello dell’adattabilità o della mimetizzazione, come mi piace anche chiamarlo, è il più utile nella vita quotidiana ed è forse il motivo principale per cui il mondo ha bisogno di noi.

Come Darwin ci insegna:

“Non è la specie più forte a sopravvivere, ma quella che meglio sa adattarsi al cambiamento”.

L’adattabilità non è qualcosa che si più insegnare, è più, come dire, un’abitudine. Si affina man mano che affrontiamo cambiamenti.

Non ti piacciono i cambiamenti? Per questo non pensi di essere un multipotenziale?

Permettimi di chiarire una cosa: siamo prima di tutto esseri umani, anche se abbiamo dei superpoteri.

A nessun essere umano piacciono i cambiamenti.

Quindi non sei meno multipotenziale perché quando capisci che quello che stavi facendo ti inizia ad annoiare e capisci che sta arrivando quel maledetto momento in cui manderai tutto all’aria per dedicarti a qualcos’altro e dovrai fare tutto di nuovo: imparare, farti degli amici, cambiare città, cambiare codice di comportamento…ti odi. Letteralmente.

Quando accetterai che non c’è niente di sbagliato in te, che non devi avere paura perché in realtà sai già che ancora una volta te la caverai e che sarà un’esperienza divertente, tanto da chiederti perché avessi così paura, allora l’adattabilità diventerà spontanea e semplice.

***Se vuoi scoprire come mandare a quel paese le regole del cavolo…ci sarà un post per te***

7.   Proattività

Un mio professore all’università dice che le imprese proattive sono quelle che riescono ad anticipare il cambiamento, costruendo il proprio futuro.

Penso che questa definizione possa calzare anche per i Multipods: avere spirito d’iniziativa, essere pronti a fare qualcosa di nuovo, non aspettare che le richieste piovano dall’alto.

Essere proattivi è affascinante e pericoloso nello stesso tempo: porta ad esporsi, a dire la propria, a sbagliare a volte e fare del lavoro inutile, a correre rischi…ma a posteriori ci si rende conto di quanto sarebbe stato controproducente rimanere fermi e aspettare.

È un superpotere importante: le imprese, oggi più che mai, ricercano delle figure “proattive”, pronte ad assumersi dei rischi e a saper prendere decisioni. Perciò sì, è importante essere proattivi, così come è importante imparare a gestirsi.

Come avrai capito, se le prime caratteristiche sono quasi innate, alla base di ogni Multipods, man mano che andiamo avanti ti sto mostrando quali potrai sviluppare con l’esperienza e il cambiamento. Sapersi adattare, essere proattivi e tutte quelle che seguiranno sono skills che devono essere affinate col tempo per diiventare davvero superpoteri.

Non è sufficiente saper sputare fuoco” disse la mamma drago al suo figliolo più irrequieto e curioso “quello lo sanno fare tutti i draghi…ma prendere bene la mira e colpire solo quello che ti interessa colpire, beh, questo farò di te un grande drago!

8.   Sesto Senso

No tranquillo, tranquilla.

Non intendevo quel sesto senso: ti prometto che non inizierai a vedere le persone morte come nel film (sono abbastanza certa che l’hai visto, e se ho ragione è la prova che il sesto senso di cui sto per parlarti funziona davvero).

Chiamalo sesto senso, intuito, visione, immaginazione… ma sai prevedere il futuro.

***Are you kidding me?? Fino ad ora era divertente questa storia dei supereroi…ma non stai un po’ esagerando. Come posso credere di poter prevedere il futuro?***

Aspetta, quanta fretta. Lasciami spiegare.

Se prima di uscire ti affacci alla finestra e quello che vedi sono fitte nuvole nere, tuoni, lampi e in lontananza vedi chiaramente che da qualche parte lì vicino sta piovendo…cosa fai?

Prendi l’ombrello, giusto. Perché?

Perché le informazioni che hai raccolto sono sufficienti per sapere che c’è un’alta probabilità che piova.

Stai prevedendo il futuro? Beh, un po’ si. Non è detto che piova.

Poi esci di casa per incontrare il tuo amico, come da appuntamento, e indovina?

Inizia a piovere.

Così tiri fuori il tuo ombrello e ti ripari. Poi ti giri e scopri che il tuo amico non ha portato l’ombrello.

Così gli chiedi se non si fosse accorto che avrebbe piovuto e lui ti dice di no, non ci aveva fatto caso.

Il tuo amico non ha previsto il futuro, nonostante le informazioni che avevate erano molto semplici da leggere e alla portata di entrambi.

L’esempio che ho fatto è davvero molto banale, ma hai sicuramente capito dove volevo arrivare:

cogliere le informazioni e prepararsi a quello che succederà nel futuro non è una capacità scontata e non è da tutti.

Bisogna essere abituati ad osservare per cogliere le informazioni giuste. Spesso non è neanche un’elaborazione che facciamo in maniera razionale: siamo così abituati a prestare attenzione a quello che ci succede intorno, ad osservare i dettagli per capire come comportarci nelle nuove situazioni, che riusciamo a cogliere cose che la maggior parte delle persone raramente vedono, finché non è troppo tardi e inizia a piovere.

Stai pensando che mi manca qualche rotella, vero?

Che la situazione che ti ho presentato è troppo semplicistica.

Che non basta questo per prevedere il futuro, l’osservazione.

Lo dirò di nuovo: ti sbagli.

E voglio dimostrartelo con una storia. Le storie sono il mezzo più potente per trasmettere un messaggio.

Hai mai sentito parlare di serendipità, ovvero la capacità di cogliere cose che non stai razionalmente cercando? Ti racconto questa fiaba persiana, scritta da Cristoforo Armeno e dalla quale deriva il termine “serendipity”.

I superpoteri dei principi di Serendippo

“C’era una volta nelle parti orientali, nel paese di Serendippo, un grande e potente re, nominato Giaffer, il quale ritrovandosi tre figliuoli maschi, coltissimi perché educati dai più grandi saggi del tempo, ma privi però di un’esperienza altrettanto importante di vita vissuta, decise, per provare, oltre alla loro saggezza, anche le loro attitudini pratiche, di cacciarli dal regno. “Deliberò, per farli compiutamente perfetti, che andassero a vedere del mondo, per apparare da diversi costumi e maniere di molte nazioni con l’esperienza quello che colla lezione de’ libri, e disciplina de’ precettori s’erano di già fatti padroni”.

Durante il loro viaggio i tre fanno diverse scoperte, grazie al caso e alla loro sagacia, di cose che non stavano cercando.

Da poco giunti nel Paese di Bahram, un “potente imperatore”, i principi si imbattono in un cammelliere, disperato perché ha perduto il proprio animale. I tre pur non avendolo visto, dicono al poveretto di averlo incontrato “nel cammino, buon pezzo a dietro”. Per assicurare il cammelliere gli forniscono tre elementi: il cammello perduto è cieco da un occhio, “gli manca uno dente in bocca” ed è zoppo. Il buon uomo, ripercorre a ritroso la strada ma non riesce a ritrovare l’animale.

Il giorno seguente, ritornato sui suoi passi, incontra di nuovo i tre giovani e li accusa di averlo ingannato. Per dimostrare di non aver mentito i tre principi aggiungono altri tre elementi.

Dicono: il cammello aveva una soma, carica da un lato di miele e dall’altro di burro, portava una donna, e questa era incinta. Di fronte a questi particolari, il cammelliere dà per certo che i tre abbiano incontrato il suo animale ma, vista la ricerca infruttuosa, li accusa di avergli rubato il cammello.

I nobili singalesi, imprigionati nelle segrete dell’imperatore Bahram, affermano di aver inventato tutto per burlarsi del cammelliere ma le apparenze li inchiodano e sono così condannati a morte perché ladri. Fortunatamente un altro cammelliere, trovato il cammello e avendolo riconosciuto, lo riconduce al legittimo proprietario. Dimostrata in tal modo la propria innocenza, i tre vengono liberati non senza una adeguata spiegazione di come abbiano fatto a descrivere l’animale, senza averlo mai visto.

I tre rivelano che ciascun particolare del cammello è stato immaginato, grazie alla capacità di osservazione e alla sagacia. Che fosse cieco da un occhio era dimostrato dal fatto che, pur essendo l’erba migliore da un lato della strada, era stata brucata quella del lato opposto, quello che poteva essere visto dall’unico occhio buono dell’animale. Che fosse privo di un dente lo dimostrava l’erba mal tagliata che si poteva osservare lungo la via. Che fosse zoppo, poi, lo svelavano senza ombra di dubbio le impronte lasciate dall’animale sulla sabbia. Sulla spiegazione del carico i tre dissero di aver dedotto che il cammello portasse da un lato miele e dall’altro burro perché lungo la strada da una parte si accalcavano le formiche (amanti del grasso) e dall’altro le mosche (amanti del miele); aveva sul dorso una donna perché in una sosta il passeggero si era fermato ai lati della strada a urinare, e questa urina era stata odorata da uno dei principi per curiosità, venendo egli “assalito da una concupiscenza carnale” che può venire solo da urine di donna, aveva dedotto che il passeggero doveva essere di sesso femminile. Infine la donna doveva essere gravida, perché poco innanzi alle orme dei piedi c’erano quelle delle mani, usate dalla donna per rialzarsi a fatica visto “il carico del corpo”.

Le spiegazioni dei tre principi stupiscono a tal punto Bahram, che decide di fare dei tre giovani sconosciuti i propri consiglieri. I tre principi in incognito offrono così i loro servigi all’imperatore, salvandogli anche la vita risolvendo situazioni difficili o prevedendo il futuro.”

Renzo Bragantini, Il riso sotto il velame, Firenze, Olschki, 1987.

Ecco cosa intendo per prevedere il futuro: raccogliere delle informazioni e riuscire a immaginare con una buona dose di certezza come sono andate le cose o come andranno.

Pensaci, se ancora non mi credi, non ti è mai capitato di pensare che avevi previsto il futuro di qualcosa? Che sapevi già qualcosa senza che nessuno te lo raccontasse? Chiediti come hai fatto.

Hai messo insieme i pezzi. Come in un puzzle.

Ti consiglio la serie tv Sherlock per affinare questa tua caratteristica. 😉

9.   Rapidità

Siamo quasi al termine di questa magnifica lista. Ci sei ancora?

Essere super veloce è uno dei poteri di Superman, quindi non poteva non essere presente in questa lista. Perché se c’è una cosa che proprio non abbiamo è la pazienza: non possiamo aspettare troppo per qualcosa perché altrimenti perdiamo interesse e ci dedichiamo a quella successiva. Sebbene questo sembri un punto a nostro svantaggio in realtà è proprio per questo che sviluppiamo la nostra supersonica velocità!

Più velocemente finiamo una cosa più velocemente possiamo passare a quella successiva.

10. Autonomia

Il decimo superpotere è uno di quelli che non ho ancora deciso se è a nostro vantaggio o meno.

Tutte le caratteristiche sopra citate fanno di noi dei supereroi e i supereroi, si sa (la Marvel continua ad insegnarcelo) sono soli (o autonomi che forse fa meno tristezza). 

Diciamo che finché l’autonomia è sana e circoscritta alla capacità di saper fare le cose da soli, senza bisogno di aiuto o indicazioni, allora è sicuramente positiva. Se diventa arroganza e caparbietà nel non chiedere aiuto per orgoglio, allora diventa nociva.

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

Personalmente mi ritengo sofista, cioè non credo in una verità assoluta.

Sebbene abbia iniziato dicendo che le capacità di noi Multipods non sono altro che superpoteri e che il mondo ha bisogno di noi, in realtà questa lista è neutra: le dieci caratteristiche non sono positive o negative a priori.

Per questo adesso che sai quali sono i tuoi potenziali puoi scegliere:

  • Decidere che essere multipotenziale è troppo per te, lasciare questa pagina e non tornare mai più su questo sito;
  • Trarre vantaggio solo per te stesso da queste capacità, non imparare a gestirle e renderle nocive per gli altri (in questo caso sono io che ti invito a lasciare questa pagina e non tornare mai più su questo sito);
  • Capire che è tuo compito e responsabilità come cittadino del mondo riconoscerli, allenarli e metterli al servizio del progresso e dell’evoluzione (in questo caso continua a leggere).

Adesso tocca a te…

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

Superman

Se stai continuando a leggere hai deciso per la terza opzione.

Bene, perché solo in questo caso essi diventeranno dei superpoteri e il mondo ne avrà bisogno.

C’è qualcosa che puoi fare subito: rileggi con attenzione i 10 superpoteri e pensa/scrivi qual è stata l’ultima volta che hai usato i tuoi superpoteri per contribuire al progresso o l’evoluzione (di te stesso, della tua famiglia, della tua azienda, del mondo intero) o, se non è mai successo, come potresti usarli.

Tienilo a mente o conserva questo foglio: sarà il tuo identikit da supereroe, quello da usare quando ti diranno che sei un inconcludente e che se non hai un unico grande obiettivo allora non vali nulla.

Ricorda: tu sei un multipotenziale e come tanti altri  farai cose straordinarie.

Devi solo crederci e smettere di cercare di essere qualcun altro ma trovare qualcosa che ti permetta di esprimere tutti i tuoi superpoteri, tutti i tuoi potenziali!

Questo percorso alla scoperta della tua vita multipotenziale che puoi vivere sarà un buon punto di partenza per questo.

E ricorda, non sei solo. Siamo in tanti. Se ancora non l’hai fatto, entra nel nostro fantastico gruppo Facebook The Multipods Family inserendo qui sotto la tua migliore mail.

Quando ti presenterai aggiungi qual è il tuo superpotere preferito, quello più sviluppato e quale quello che ti piacerebbe sviluppare meglio (puoi anche aggiungerne qualcuno a questi 10, scrivilo nei commenti).

Finalmente non ti sentirai più strano, ma unico…che è ben diverso!

Un grande abbraccio.

Sonia

P.S. Se ti è capitato di leggere qualche job description negli ultimi tempi ti accorgerai che queste caratteristiche sono ricercate in tutti i posti di lavoro del nuovo millennio: eppure le imprese non assumono spesso multipotenziali (a meno che essi non siano talmente bravi da adattarsi all’ambiente e sembrare super specialisti in qualcosa).

Vuoi sapere perché? Certo, sei curioso.

Ne parlo nell’articolo “Il lavoro ideale di un multipotenziale: come NON scegliere una strada da seguire.” [cooming soon]

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