Raggiungere i tuoi obiettivi multipotenziali: definisci i key results

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“La ripetizione di piccoli sforzi otterrà più dell’uso occasionale di grandi talenti.” 
CHARLES HADDON SPURGEON

Questa guida è per chi ha serie difficoltà a raggiungere gli obiettivi che si era prefissato: per noia, per distrazione, per mancanza di perseveranza.

Se avere una routine e una pianificazione ti manda in crisi ci sono molte probabilità che tu possa essere multipotenziale.

N.B. Questa non è una scusa, è un’opportunità. Se non sei sicuro di sapere cosa significhi essere multipotenziale ti consiglio di leggere prima questa guida.
 

Anche i multipotenziali, infatti, possono perseguire degli obiettivi, definire un proprio programma e avere una specie di routine: bisogna solo trovare il giusto modo per farlo.

Come potrai immaginare io sono multipotenziale proprio come te e negli ultimi anni ho sperimentato diverse strategie di pianificazione fino addirittura a pensare che non fosse per me, che fossi destinata a vivere come un viaggiatore errante affidata al solo caso. La verità è che se non siamo noi a decidere in che direzione andare qualcun altro lo farà per noi e il pensiero di non avere il pieno controllo della mia vita non mi piace per niente. Così dopo tante prove, adattando e sperimentando le strategie dei grandi gurucoach di tutto il mondo, ho trovato un metodo efficace di pianificazione per coloro che hanno una moltitudine di talenti e di passioni.

L’ho chiamato pianificazione multipotenziale.

In questa guida descrivo il secondo elemento di questa pianificazione multipotenziale: i così detti key results o indicatori.

Trovi la prima guida alla pianificazione multipotenziale a questo link in cui ti spiego cosa sono gli obiettivi multipotenziali e come definire questo tipo di obiettivi dinamici.

Il ruolo dei key results nella pianificazione multipotenziale

I key results sono la parte più piccola del planning multipotenziale, l’unità più semplice. Si tratta dei risultati specifici che devi ottenere nel tempo per muoverti verso il raggiungimento del tuo obiettivo. Immaginali come dei pezzi di un grande puzzle che giorno dopo giorno, incastrando i pezzi giusti, ti aiutano a definire e rendere più chiaro quello che è il tuo obiettivo multipotenziale o dinamico come l’abbiamo definito precedentemente in questa guida.

Definire i key results comporta diverse difficoltà per un multipotenziale perché in un certo qual modo essi vanno contro la nostra natura poliedrica e mutante eppure sono l’unico elemento che ti può guidare verso l’obiettivo. Mentre l’obiettivo ci motiva, ci proietta verso quel roseo futuro che vorremo costruire, i key results ci costringono a confrontarci con la realtà: guardare dove siamo oggi e scoprire quanti passi dobbiamo fare, quanta fatica e quanto impegno occorrono per arrivare dove vogliamo.

Perché diciamocelo: il bello di pianificare è che su carta sembra tutto maledettamente perfetto, finché non iniziamo a scoprire le falle del nostro magnifico piano che nella pratica è un po’ meno perfetto di come poteva sembrarci.

Ti chiedo ancora una volta di zittire tutti i tuoi giudizi, leggere con attenzione e provare questo nuovo metodo: se fino ad oggi nulla ha funzionato ci sarà pure un motivo, no?

Basta girarci intorno, ti lancio subito questa bomba così ci togliamo il pensiero 😉

Le caratteristiche dei Key Results

Come dicevamo i key results sono l’esatto contrario degli obiettivi multipotenziali e soprattutto sono contrari alla natura dei multipotenziali: non temere, scoprirai che in realtà sono l’elemento che rendono la pianificazione multipotenziale stimolante e divertente e che ti aiuteranno davvero a raggiungere l’obiettivo.

Devi solo seguire alcune importanti indicazioni e il gioco è fatto! Scopriamole subito…

I key results sono degli indicatori:

  • Specifici
  • Misurabili
  • Di breve periodo
  • Semplici

La vedo la tua faccia. Sei un po’ confuso vero? Non dovevano essere gli obiettivi strutturati in questo modo?

Ti avevo detto che ti avrei sconvolto 😀

Non preoccuparti, ti ho promesso una pianificazione alternativa e stimolante ed è questo che avrai. Devi solo avere pazienza e seguirmi, ti spiego subito perché definire degli indicatori in questo modo cambierà completamente il tuo modo di pianificare.

Specifici

Questa parola è orticante vero? Specifici, specifici, speci…brrrr!

Hai ragione, ho lottato anche io contro la possibilità che gli indicatori fossero specifici ma non c’è niente da fare: la specificità è l’unico modo per capire cosa stiamo facendo bene e cosa no. Avere un indicatore specifico ci permette di mettere in atto azioni specifiche per raggiungerlo e capire se è proprio quello il risultato che ci avvicina o meno all’obiettivo. Come ti ho detto questo punto della pianificazione serve per tracciare con precisione le azioni da fare immediatamente e essere vaghi porta solo confusione e indecisione e soprattutto ti fa perdere tempo che è la cosa che più di tutto devi evitare – ti spiego bene perché più avanti.

Misurabili

Se prima avevi una leggera pelle d’oca il suono di questa parola è come il suono del gessetto sulla lavagna, non è così?

Probabilmente starai anche pensando che sono un po’ pazza e contraddittoria e che forse è meglio smettere di leggere: fidati, arriveremo ad un punto e questo punto ti piacerà.

Come ti ho detto i key results ci aiutano a tracciare i progressi che facciamo nella strada lungo il raggiungimento del nostro obiettivo: dobbiamo misurarli questi progressi in qualche modo.

Per questo motivo è necessario rendere quantitativi i key results: non è importante tanto il raggiungimento o meno di questi risultati ma è importante capire in che misura li abbiamo raggiunti.

Questo passaggio è fondamentale per la pianificazione multipotenziale: la fase più importante è legata al check che periodicamente dobbiamo fare per capire cosa sta andando, cosa proprio dobbiamo cambiare e cosa dovremmo fare diversamente.

Ne parleremo nella prossima guida, tranquillo.

Di breve periodo

Se gli obiettivi erano identificati in un arco temporale abbastanza lungo, i key results devono essere di breve periodo ovvero da poche settimane ad un massimo di tre mesi. Come abbiamo detto questo sistema di pianificazione multipotenziale serve a combattere l’incertezza e la noia abbracciando il dinamismo.

Adottare una pianificazione multipotenziale significa entrare nella mentalità che ogni piano ha una sola certezza: il fallimento.

Non è importante quanto sia studiato al minimo dettaglio, ci saranno sempre delle variabili che sfuggono al nostro controllo. Inoltre pianifichiamo basandoci sull’assunto che è proprio quello il key results che ci farà raggiungere il nostro grande e agognato obiettivo ma come ben sappiamo ci sono infinite strade che possono portarci ad una stessa destinazione – per fortuna.

Perciò il primo vantaggio di pianificare key results nel breve periodo ti darà l’opportunità di fare dei check più frequenti e cambiare sprecando il minimo numero di risorse.

C’è un secondo vantaggio del breve periodo: evitare di annoiarsi e mandare all’aria la tua pianificazione multipotenziale. Più velocemente raggiungiamo un key results più velocemente potremo imbarcarci in una nuova avventura.

Questa sì che è una bella notizia, non credi? 🙂

Semplici

C’è qualcosa di affascinante nella semplicità: sapere esattamente cosa fare e come farlo. La differenza principale tra i key results e un obiettivo multipotenziale è che i key results sono risultati che puoi raggiungere mettendo a frutto le risorse che già hai.

La semplicità di un key result ci assicura la possibilità di raggiungerlo nel breve periodo: ho tutto quello che mi serve, devo solo iniziare ad agire. Ed è questa stessa semplicità che ti permette di acquisire nuove risorse durante la strada che utilizzerai per raggiungere il key result immediatamente successivo e avanzare nella corsa all’obiettivo.

Pensa ad una scala: è impensabile che tu faccia venti gradini alla volta e ti costa molto più tempo e fatica. Nella maggior parte dei casi potresti non riuscire e decidere di non salire neanche oppure riuscirci e mollare per la troppa fatica. Salire un passo alla volta è più semplice, meno faticoso e ti permette anche di godere la vista del magnifico percorso che stai facendo e che si chiama vita.

N.B. per semplice non intendo facile da raggiungere, altrimenti non ne varrebbe neanche la pena di fare tutto questo casino, intendo focalizzato su un solo risultato non scomponibile ulteriormente.

Esercizio – Identificare i Key Results

Basta teoria, passiamo alla pratica che è più divertente.

N.B. Questo esercizio è successivo alla definizione dell’obiettivo multipotenziale, perciò se non l’hai ancora fatto ti consiglio di farlo subito qui!!!

È arrivato il momento di definire i tuoi key results, cioè gli step intermedi che ti condurranno al tuo obiettivo. Ti servirà tutta la tua creatività: ci sono infinite strade per raggiungere lo stesso obiettivo e adesso devi trovare quelle che si adattano meglio a te.

Se da un lato ti chiedo di essere libero di esprimere ogni cosa che ti viene in mente, dall’altro è bene che questo esercizio sia condotto seguendo dei vincoli.

Le nostre risorse non sono infinite e dato che questo è il momento in cui ci scontriamo con la dura e tetra realtà è importante che tu ti focalizzi su quei risultati che rispettano le precedenti caratteristiche – specificità, misurabilità, tempo e semplicità. Con questo esercizio, infatti, creerai una gerarchia nei risultati chiave da ottenere per raggiungere l’obiettivo: partendo da quello che è più semplice e attuabile ora fino a ciò che ti sembra ancora essere complesso e troppo grande per essere realizzato.

Per fare questo useremo uno strumento molto potente che si adatta al modo di pensare del nostro cervello: le mappe mentali.

N.B. Se hai presente come è fatta una mappa mentale avrai capito che il numero di key results che verranno fuori sarà molto alto, ma ti chiedo di non preoccupartene in questa fase. In questo momento vogliamo che il nostro cervello elabori soluzioni: utilizzeremo un altro strumento per dare priorità a queste.

Cosa ti serve

  • Un foglio di carta gigante
  • Penne, colori, matite…
  • Post-it
  • Scotch
  • Un obiettivo multipotenziale
  • Creatività

Passo 1 – disegna al centro del foglio il tuo obiettivo multipotenziale

Esatto, ho detto disegna 😉

Puoi anche scriverci ma è importante che tu visualizzi anche cosa significa per te raggiungere quell’obiettivo e lo fissi su carta.

Come dicevamo a proposito dell’obiettivo multipotenziale, esso è un obiettivo cappello, generico e qualitativo perciò sono certa che ci sono diversi elementi che comporranno la tua visione. Cerca di disegnarli tutti, segnare parole chiave che ti vengono in mente mentre disegni: usa tutti i colori che vuoi, non preoccuparti della forma, non deve essere un’opera d’arte, deve avere significato per te. In questa prima fase è bene che tu traduca il tuo obiettivo in qualcosa di più specifico per ognuna delle aree della tua vita a cui questo fa riferimento. Sarà più facile andare ad identificare i key results in questo modo.

Per esempio se il tuo obiettivo è aumentare la tua produttività – cioè riuscire a fare più cose nella tua vita – questo comprende la sfera mentale, fisica, lavorativa, personale e finanziaria:

  • Mentale –> riuscire a rimanere concentrati per almeno 8 ore al giorno
  • Fisica –> mantenere alte le energie per tutto il periodo di veglia
  • Lavorativa –> dimezzare il tempo di completamento di ogni task
  • Finanziaria –> aumentare al quadrato le entrate annuali
  • Personale –> raddoppiare le attività con la mia famiglia/compagno/amici

Ti chiedo di scrivere queste specificazioni oltre a disegnarle perché vorrei si imprimessero bene nella tua mente.

Passo 2 – I primi rami della mappa mentale

Intanto che scrivo un guida specifica per le mappe mentali (fammi sapere se ti piace l’idea 😀 ) che sono uno degli strumenti più potenti – soprattutto per i multipotenziali – ti chiedo di seguire le indicazioni di questo esercizio senza troppi perché 😀

Dopo aver esplicitato cosa significa per te raggiungere l’obiettivo multipotenziale in ognuna delle aree della tua vita, per ognuna di queste aree ti chiedo di tracciare un ramo. In una mappa mentale un ramo è collegamento tra due punti – detti nodi – per associazione mentale.

Nel nostro esercizio i nodi corrispondono ai key results, perciò quello che devi fare è partire da un’area della tua vita e iniziare a ramificare tutti i key results che ti vengono in mente – cercando di semplificare ad ogni passaggio – che ti possano aiutare a raggiungere l’obiettivo in quell’area specifica della tua vita.

Come ti dicevo all’inizio, l’esercizio è strutturato per permettere alla tua creatività di esplorare strade che fino ad oggi non ti sono venute in mente e procedendo a ritroso dall’obiettivo ai key results collegando i punti, un’associazione mentale dopo l’altra.

Sempre ritornando all’esempio precedente, quindi, l’ideale sarebbe partire da un’area – per esempio quella mentale – e tracciare un ramo che dice per esempio “mantenere la concentrazione 5 ore al giorno” il che potrebbe essere collegato a “dormire profondamente per 6 ore” che è collegato a “meditare 5 minuti prima di andare a letto” ed anche a “fare yoga per 10 minuti per rilassarsi”.

N.B. Naturalmente alcune attività possono intrecciarsi tra le varie aree: anche la sfera fisica può essere collegata a “dormire profondamente per 6 ore” o “fare yoga” perciò più rami possono collegarsi agli stessi nodi.

Passo 3 – Vincola la tua creatività

Un nodo tira l’altro 😀

Vedrai che man mano che scenderai di livello passando da un collegamento ad un altro, da un nodo ad un altro, il tuo cervello libererà idee a cui non avevi mai pensato razionalmente. È incredibile il potere delle mappe mentali!

Ti chiedo di seguire liberante il flusso dei tuoi pensieri liberando la tua creatività ma senza dimenticare le caratteristiche da rispettare: semplicità, specificità, misurabilità, breve periodo.

Passo 4 – Fermati

Continua a collegare un nodo dopo l’altro finché la risposta alla domanda “Ho tutti gli strumenti per iniziare oggi a raggiungere questo key results?” sarà positiva.

A quel punto spostati su un altro ramo e ripeti i passi 3 e 4 finché tutti i rami saranno chiusi, cioè avranno un nodo che non si collega a niente.

Nel nostro esercizio il nodo che chiude il ramo è il key result più semplice che può essere azionato da subito senza bisogno di reperire ulteriori strumenti.

Risultato

Non importa quanto è alto il numero di key results che hai identificato: nel prossimo articolo passeremo alla pianificazione vera e propria cercando di capire come inserire nella tua vita una routine flessibile che sia facile da seguire e non ti limiti. Non preoccuparti, non dovrai certo seguire tutti i key results nello stesso momento, capiremo come dargli priorità.

Condividi la tua mappa

Il bello di questa metodologia è che puoi chiedere ispirazione. L’intelligenza di gruppo è qualcosa di infinitamente potente e a volte è bello potersi confrontare con persone simili a te e che possono darti degli spunti perché ci sono passate.

Per questo sarebbe bello che condividessi la tua mappa mentale dei key results sul gruppo The Multipods Family così da poterla discutere insieme 🙂

Condividi questo articolo con tutti i tuoi amici a cui potrebbe interessare e commenta con le tue considerazioni su questo metodo!

Se hai suggerimenti o feedback particolare contattami qui!

Un abbraccio,

Sonia

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Fondatrice del blog “The Multipods Revolution“, Autrice del libro “La Rivoluzione Multipotenziale“, Life & Career Designer, Marketer,  Content Creator, Travel Influencer… nel tempo libero sviluppo i miei superpoteri! ;)

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