FOCUS, questo sconosciuto!
Essere produttivi nonostante distrazioni continue

Per me parlare di FOCUS è una sfida vera.

Una di quelle cose che…boh è come gli alieni.

Super affascinanti a pensarci, ma mi fanno un po’ paura e molto probabilmente neanche esistono.

Beh per me il FOCUS è come un alieno.

Credo che sia un po’ lo stesso per tutti i MULTIPOTENZIALI!

Ti racconto come avviene la preparazione della mia colazione.

La mattina bevo acqua con limone e zenzero (sempre), spesso caffè – a volte the, altre volte aggiungo del latte di mandorla – e quasi mai mangio – ma stamattina stavo morendo di fame e mi sono fatta anche un avocado toast-.

Della serie: la coerenza! 😀

L’altra mattina ero intenta a preparare l’acqua con zenzero e limone e il caffè. Una cosa semplice da portare a termine, una cosa che faccio tutte le mattine della mia vita da più 5 anni e che dovrebbe ormai essere entrata nella mia routine (forse l’unica, tra l’altro).

Così apro il frigo prendo un limone e tutto il pacco di zenzero fresco, giro lo sguardo per cercare un coltello e vedo la caffettiera nel lavandino, quindi la apro e la lavo. Trovo il coltello intanto quindi mi giro per aprire il limone e pulire un pezzo di zenzero, mentre sciacquo il limone vedo la caffettiera aperta in attesa del caffè così taglio il limone (lo zenzero ancora non lo pulisco) e metto la moca nella caffettiera, prima di chiuderla mi ricordo di aver aperto il limone e lo spremo e pulisco lo zenzero. Poi noto la caffettiera aperta, quindi accendo il fuoco, la chiudo bene e la metto a fare. Infine anche lo zenzero viene grattugiato e la colazione è pronta.

FOCUS, vero?

Ho provato ad avere delle routine e per alcuni brevi periodi sono anche riuscita ad averne.

Ma poi finiva sempre nello stesso modo: NOIA.

Succede anche a te, vero?

Probabilmente è frutto del nostro essere Multipotenziale!

[Non sei sicuro di essere MULTIPOTENZIALE? Fai il test!]

Obbligarmi a seguire degli schemi mi fa impazzire e per assurdo perdere più tempo di quando lascio il mio cervello libero di vagare e seguire il flusso che vuole.

Questo non significa che non ci siano momenti di FOCUS.

Anche quei 10 secondi che dedico ad un’attività sono pieni di FOCUS, potrebbe passarmi da vicino un dinosauro e non mi distrarrebbe.

In generale siamo stati abituati a dover “incollare il culo alla sedia” per studiare, chiudersi in un ufficio per lavorare e liberare la mente solo durante il “tempo libero”.

Io durante il mio “tempo libero” ho mille idee e spesso cammino registrando note vocali per annotare qualche copy che mi viene in mente.

NON ho mai studiato su una sedia e una scrivania (mi sono laureata ben due volte e ho dato 18 esami in un anno, quindi non è che proprio non abbia fatto nulla).

Questo blog nasce mentre ero seduta a terra in aeroporto e NON riuscendo a dormire ho iniziato a mettere giù idee.

Ho anche lavorato in un ufficio e considerato il numero di ore che ero lì dentro non mi sembra che la mia produttività sia migliorata rispetto a quando faccio le stesse cose sul terrazzo di casa o in un bar pieno di gente.

La credenza di dover essere concentrati, avere FOCUS, nel senso canonico del termine, porta con se innumerevoli conseguenze, spesso per noi negative: ci sentiamo in colpa perché siamo portati a pensare che se studiamo in un bar, in un treno o lavoriamo da una spiaggia siamo meno produttivi, impariamo di meno e non stiamo facendo adeguatamente il nostro dovere.

Guardatevi, Multipotenziali!

Negli ultimi giorni leggendo le vostre presentazioni ho scoperto tutto lo scibile umano in un piccolo gruppo di appena 73 persone.

Il FOCUS è un problema per le persone pigre, quelle che procrastinano, che non hanno voglia di fare.

Questi NON siamo noi, noi siamo FOCALIZZATI ma in maniera diversa dei restanti comuni mortali.

Lo so cosa stai pensando: “Sonia ti prego, dimmi che alla fine del post c’è una strategia su come aumentare il mio FOCUS”

Ho una brutta notizia per te.

NON C’È NESSUNA STRATEGIA.

C’è solo un consiglio che posso darti: obbligati ad iniziare un’azione qualsiasi.

“Per iniziare, bisogna smettere di parlare e passare all’azione.”
Walt Disney

Non so, per esempio se nella mia infinita lista di cose da fare c’è finire di leggere quel libro che è lì da una vita posiziono il libro in una posizione visibile e ad un certo punto lo apro.

Così, senza nemmeno la pretesa di leggerlo davvero.

Lo apro e lo guardo per qualche attimo.

Improvvisamente mi accordo di star leggendo da mezzora e di aver finito cinquanta pagine.

Faccio così un po’ per tutto.

E se nel bel mezzo di quello che sto facendo qualcosa attira la mia attenzione tanto da farmi “perdere il FOCUS”… va bene, assecondo il mio cervello a prendersi quella pausa e variare interesse, così mi focalizzo su un’altra cosa.

Probabilmente ci metto tre mesi a finire un libro, ma in quei tre mesi ne leggo cinque di libri, semplicemente un po’ sparsi a seconda del momento.

Non credo che questo sia un male punibile con la gogna.

Lo so che è tutto il contrario di quello che ci hanno sempre insegnato e che suonerà poco produttivo.
Sinceramente guardando ai miei risultati mi rendo conto che forzandomi e obbligandomi su una sedia non ho mai risolto nulla.

Piuttosto cerco di concentrarmi a trovare in quello che faccio uno spiraglio di sorpresa continua e curiosità.
Così da evitare che la mia attenzione sia attirata da qualcos’altro.

Mi concentro sul perché sto facendo un qualcosa e non sul cosa io stia facendo.
In questo modo che la pigrizia non vince e che quei momenti che dedico ad un’attività siano produttivi al massimo.

Poi segno con un segnalibro (vero o elettronico a seconda di quello che sto facendo) quello che non ho finito e una volta al mese do uno sguardo alla cartella “incompleti” così come li ho chiamati.

A volte mi rendo conto che, come pezzi di un puzzle, alcuni incompleti fanno coppia fra loro e diventano completi; altri mi rendo conto essere capricci momentanei e li lascio lì incompleti, altri ancora li completo perché li reputo importanti.

Sapete, il nostro cervello ha una misteriosa capacità di valutazione che spesso sfugge alla nostra parte razionale.

Perché non provare ad assecondarlo?

Provaci e fammi sapere come va! 😉

Besos :*

Sonia

PS–> Che ne pensi, ti è piaciuta questa chiave di lettura sul FOCUS?

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