MULTIPOTENZIALE
È UNO STILE DI VITA
NON SOLO UN'ETICHETTA!

Ti capita spesso, vero?

Per esempio quando ti presenti a qualcuno che non conosci.
Quando devi spiegare chi sei.

Alcune persone lo trovano semplice:
“Ciao, mi chiamo Daniela e sono un medico”
“Ciao, mi chiamo Giovanni e sono un cameriere”
“Ciao, mi chiamo … e sono …”

Ma questa NON è la risposta alla domanda chi sei, questa è la risposta alla domanda cosa fai.

Per alcune persone è semplice davvero: loro sono quello che fanno.
Hanno sposato un certo mestiere come fosse una missione.
Ed è bello che alcune persone riescano a farlo, è naturale.

Eppure non tutti ci riescono, non per tutti quello che fanno è sufficiente a descrivere quello che sono.

Beh, sono qui per dirti che non c’è niente, assolutamente niente, di male in questo.

Io sono quello che sono

“La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere sé stessi.”
Hermann Hesse

Ho avuto sempre difficoltà a identificarmi con quello che faccio in un determinato momento della mia vita.
Per esempio adesso faccio l’Au Pair in una famiglia in Inghilterra e scrivo per questo blog e studio growth hacking e imposto funnel e imparo l’inglese e viaggio.

Nessuna di queste cose singolarmente rappresenta quello che sono.

Io sono quella che fa tutte queste cose.

La senti la differenza? La vedi?

Io NON sono quello che faccio, forse perché sono multipotenziale e quindi faccio tante cose, sempre diverse e sempre nuove, che sicuramente influiscono sul mio modo di essere ma non non lo definiscono.

La verità è che non c’è niente di più difficile di guardarsi allo specchio e vedere sé stessi per quello che realmente siamo.
Ed è ancora più difficile quando dobbiamo raccontarlo a qualcun altro chi siamo.

Perciò diventa facile dire sono un giornalista, sono un matematico, sono uno scienziato, sono un coach, sono un personal trainer…ma NON è detto che questo sia sufficiente a rappresentare te nella tua magnifica complessità.

 

Strappare le etichette

È possibile?

Diciamo di odiarle, le etichette.
Eppure le usiamo continuamente, non ne possiamo fare a meno.

Non è colpa della società, è il nostro cervello.

Categorizzare e mettere etichette per il nostro cervello significa velocizzare i ragionamenti e i collegamenti, saper distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è, ciò che sappiamo da ciò che non sappiamo. Ecco perché ne abbiamo bisogno.

Il fuoco è pericoloso, la mamma è buona e la scuola è noiosa.

Quello che non ci insegnano è che le etichette non sono esclusive ed assolute: il fuoco è pericoloso ma è anche buono quando riscalda; la mamma è buona ma è anche pericolosa quando è arrabbiata, la scuola è noiosa ma è anche divertente quando ci fa imparare giocando.

Questo vale per ogni categorizzazioni ed etichetta: NON esiste qualcosa che sia solo bianco o solo nero. Le sfumature sono una cosa molto importante ed è giusto prenderle in considerazione.

Quindi NON serve strapparle le etichette, anche se sarebbe bello smettere di essere omologati ed iniziare ad essere unici.

Nessuno che ti impone di classificarti.

Lo puoi fare, puoi provarci. Lo sai che sono una fan della libertà.
Ma sono una fan anche della consapevolezza, perché devi sapere che per essere libero dalle etichette ci sono delle condizioni che devi accettare: la mancanza di omologazione, di riconoscimento sociale porta all’isolamento.
Gli esseri umani, le persone che ti circondano, non sono capaci di rapportarsi con qualcosa che non capiscono, che non riescono a catalogare.
NON sano se si possono fidare, NON sanno chi sei.

Pensaci. Lo fai anche tu.

Immagina di essere al supermercato e di vedere tra tutti i prodotti perfettamente etichettati, riconoscibili e identificabili una singola scatola senza nessuna indicazione di quello che contiene.

La compreresti? Ti fideresti? Sapresti a priori che potrebbe fare al caso tuo?

Siamo 7 miliardi di persone sulla Terra e per quanto ci sforziamo di essere unici e speciali – cosa che siamo perché ognuno di noi è diverso da chiunque altro – 7 miliardi di persone sono tante, troppe.
Non abbiamo il tempo in una vita sola di conoscere profondamente tutti per decidere con chi vogliamo condividere il nostro percorso, di chi è meglio fidarsi e con chi è più divertente uscire la sera. Dobbiamo fare una cernita di chi vale la pena conoscere e le etichette aiutano molto in questo perché ci indicano dove focalizzare la nostra attenzione.

Non è giusto, dici?

Forse. Ma possiamo lamentarci quanto vuoi che questa società fa schifo perché giudica i libri dalla copertina, ma la verità è che non ne possiamo fare a meno.

Ora che lo sai…

Fatti furbo

C’è un altro modo.

Un buon compromesso tra la tua libertà e il bisogno di essere parte integrante della società.

Puoi trovare un’etichetta che  NON ti stia stretta.

Un’etichetta che abbia un significato profondo.

Un’etichetta he ti faccia sentire libero di esprimere te stesso come ritieni sia più giusto.

Un’etichetta che ti faccia sentire parte di qualcosa.

Per questo è nato il nome “Multipotenziale”.

Abbiamo bisogno di un’etichetta, abbiamo bisogno di riconoscerci fra di noi, di condividere e di sentire che apparteniamo a qualcosa.

Fai attenzione!
Multipotenziale non è un’etichetta qualunque.

Il termine Multipotenziale riesce a raccontare la nostra complessità, è criptico, presuppone la varietà e nello stesso tempo riesce a delineare i nostri punti in comune, a farci percepire affidabili e a permetterci di riconoscerci.

È un’etichetta, sì, ma un’etichetta speciale perché non omologa ma differenzia, il che presuppone molta flessibilità mentale perché dentro ci siamo noi, che siamo di tutto un po’ e un po’ di tutto.

Multipotenziale è uno stile di vita

Quindi essere Multipotenziale non è un’etichetta nel senso stretto del termine ma è più uno stile di vita.

Uno stile di vita che non è univoco per tutti, che non omologa ma libera.

Infatti per quanto unici e diversi gli uni dagli altri, anche noi multipotenziali abbiamo delle caratteristiche che ci accomunano, la nostra essenza, il nostro modo di essere.

Pensaci.

Sì, hai ragione. Quello che sei adesso è addirittura diverso da quello che eri tempo fa, come fai ad avere cose in comune con altre persone?

Perché se ci pensi bene è cambiato quello che fai, ma non è cambiato quello che sei.
Qualunque cosa di diverso tu stia facendo in questo momento della tua vita, qualunque sia la tua uova “routine“, il tuo nuovo lavoro, le tue nuove abitudini…c’è qualcosa che ha sempre accomunato il tuo modo di vivere.

Ci stai arrivando, vero?Scopriamo insieme cos’è allora che caratterizza lo stile di vita di un Multipotenziale.

[Prima di continuare assicurati di essere un Multipotenziale anche tu…FAI IL TEST!!]

SCOPERTA

Mi è capitato di leggere in alcuni gruppi su FB dei commenti riguardo i Multipotenziali.
Qualcuno riteneva che l’appellativo “Multipotenziale” stia diventando una moda, un modo per fare i fighi – Beh, che essere multipotenziale sia figo…pienamente d’accordo – e che ormai siamo tutti multipotenziali coi tempi che corrono perché per necessità lavorative non basta più saper fare un solo mestiere per tutta la vita: c’è sempre più bisogno di reinventarsi, di imparare tecniche nuove, conoscere nuovi settori e aggiornarsi continuamente.

C’è un errore!

NON è ancora molto chiaro è che i Multipotenziali non sono le persone che SANNO fare tantissime cose, che hanno imparato diversi mestieri perché COSTRETTI da un mondo in continuo cambiamento.

I Multipotenziali non DEVONO reinventarsi, noi VOGLIAMO farlo.

Lo so, può sembrare una differenza talmente sottile quanto irrilevante.

Alla fine dei conti il risultato è lo stesso, no?

No. Il risultato non è lo stesso.

Un Multipotenziale si riconosce da uno stile di vita caratterizzato dalla gioia della scoperta.

Non importa la scoperta di cosa, non si parla per forza di mestieri: ci sono multipotenziali che hanno un lavoro solo e probabilmente anche specialistico. Però seguono uno stile di vita votato alla scoperta: una strada nascosta nella loro città, un viaggio, un nuovo hobby, nuove persone, provare una nuova esperienza…

In qualsiasi misura un multipotenziale deve perseguire la scoperta, il nuovo, il cambiamento, la meraviglia.

 

Quanto tempo passa, nella tua vita, da una cosa nuova a un’altra?

Non parliamo solo di cose importanti, da cambiare completamente la tua vita.

Pensa alle piccole cose, a quelle cose inaspettate che ti capitano in una giornata qualsiasi e che ti lasciano un sorriso indelebile sulle labbra.

Quanto tempo riesci a resistere davvero senza scoperta?
Senza provare quel brivido di novità, misto ad eccitazione e paura? Quella voglia irrefrenabile di andare a fondo, scoprire appunto, svelare, conoscere?

Nel lifestyle di un Multipotenziale NON può mancare la scoperta.

VARIETÀ

La varietà è un fattore fondamentale.

Vedo spesso Multipotenziali alle prese con un progetto che li ispira tantissimo, nuovo, in cui si devono mettere in gioco al 100% che però sono profondamente annoiati. Non importa che tu sia un Multipods Sequenziale o Multitasking (se non sai di cosa sto parlando clicca qui), anche se stai seguendo un solo progetto è importante che quell’unico progetto ti metta davanti ad una moltitudine di sfide e stimoli diversi.

Non dirmi che non è vero.

Quante vite vivi in una sola giornata?

Non sto parlando solo di lavoro: magari hai degli hobby diversi ogni giorno; ogni week end cambi casa, città, paese; hai diversi gruppi di amici e ogni giorno esci con persone diverse…

***Sonia scusa, ma che differenza c’è tra la varietà e la scoperta?***

La varietà non necessita della novità. È sufficiente avere la possibilità di NON fare sempre la stessa cosa, di NON avere sempre la stessa routine, la stessa giornata, la stessa vita.

Scommetto che adesso ti ritrovi.

Essere Multipotenziale ti impone di perseguire la varietà nella tua vita, anche il solo fatto di poter scegliere un outfit che ti faccia sembrare una persona diversa ogni giorno.

Anche in questo caso non c’è una misura di varietà standard per tutti i multipotenziali: ho conosciuto multipotenziali che provavano ogni sera un ristorante diverso e questo era il massimo di varietà di cui nella loro vita avevano bisogno; ne ho conosciuti altri che si trasferivano ogni settimana a vivere in una parte diversa del mondo perché si annoiavano a vedere lo stesso panorama, le stesse strade per più di quel tempo anche se poi magari ritornavano sempre negli stessi posti dopo un po’ di tempo; altri ancora hanno un tipo di lavoro che li obbliga a lavorare ogni giorno sfruttando diverse competenze, un giorno elaborare una mole di dati infinita e il giorno dopo creare qualcosa di super creativo.

Insomma, sta a te.

Testa, sperimenta, prova.

Ad un certo punto capirai la misura di varietà che rende la tua vita multipotenziale perfetta per te.

GUADAGNO

Te ne sarai accorto.

Essere Multipotenziale è un lusso.

Perché se in generale non di aria vive l’uomo, se sei multipotenziale hai bisogno di più denaro della media.

Perché cambiare, testare, scoprire, imparare, avere diversi hobby è costoso.

Perciò NON c’è niente di male a perseguire il denaro nella propria vita, questo non ti rende meno nobile.

Lo so che molte volte faremmo le cose anche gratis, perché in generale cerchiamo di prediligere attività che ci stimolano e che ci fanno stare bene.

Lo so che a volte non abbiamo competenze “attestabili” di quello che sappiamo fare perciò ci sembra quasi ingiusto nei confronti di chi invece ha studiato tanto e ha investito anni e anni di formazione, ma questo non è un buon motivo per svendersi.

Quello che fai ha un valore, anche se hai appena imparato a farlo.

E non è detto che tu non sappia farlo bene come uno specialista.

Questa è una credenza che la società e la storia ci hanno inculcato

“Ci vogliono 10mila ore di pratica per fare un genio”

è un detto che si è sviluppato a partire dal 1993 a causa di una ricerca The Role of Deliberate Practice in the Acquisition of Expert Performance” a cura degli psicologi Ericsson, Krampe e Tesch-Romer che dimostra che la pratica sia l’ingrediente della genialità.

Ci piacerebbe crederlo perché questo eliminerebbe la disparità tra le capacità degli esseri umani ma nel 2014 la teoria è stata ampiamente confutata da Hambrick, Oswald, Altmann, Meinz, Gobet e Campitelli che hanno pubblicato una contro-tesi “Accounting for expert performance: The devil is in the details” in cui si spiega che sono i dettagli a fare la differenza.

L’università di Padova ha pubblicato un articolo super interessante “10.000 ore non bastano (e neanche 20.000)” in cui ad un certo punto è scritto:

“Se guardiamo a figure come Einstein o Picasso, ma anche Galileo, Leonardo o Newton, ci rendiamo conto che la loro creatività scientifica e/o artistica è un misto di intuizione, senso estetico, realismo, rappresentazione mentale, uso di metafore e immaginazione visiva”

E certo, aggiungerei io…sono Multipotenziali 😀

Perciò se già solo consideriamo che non tutti abbiamo la stessa velocità di apprendimento – e se sei multipotenziale ti sarai accorto che sei molto più veloce  a capire qualcosa di nuovo e lontano da quello che magari hai studiato, e non solo…leggi qui! – allora dovremmo smetterla di sottovalutare le nostre competenze solo perché NON sempre hanno costato fatica e sudore della fronte.

Perciò inizia a riconoscere il valore di quello che fai.

Non perché tu debba diventare ricco a tutti i costi, ma il denaro è un mezzo importante per essere multipotenziale, soprattutto considerata la natura precaria della nostra condizione.

Ogni volta che dobbiamo iniziare qualcosa da capo c’è un periodo in cui non siamo profittevoli e per perseguire una vita multipotenziale dobbiamo tenere in considerazione anche queste situazioni.

LIBERTÀ

Me lo chiedo spesso.

La libertà è condizione necessaria o conseguenza della multipotenzialità?

Sto ancora cercando di dare una risposta a questa domanda, ma sono sicura che sia necessario un certo grado di libertà per essere multipotenziali.

Mi è capitato di sentire molti multipotenziali, soprattutto donne purtroppo, affermare di dover limitare questa spinta alla multipotenzialità a causa di una relazione troppo stringente.

Altri, invece, si autolimitano a causa delle loro paure.

Per questo motivo ho voluto annoverare la libertà tra le caratteristiche di uno stile di vita multipotenziale:

qualsiasi sia la condizione che ti limita e ti impedisce di vivere la vita che vuoi, la vita che ti meriti, devi affrontarla.

Sonia Elicio

Che sia un fidanzato geloso, un genitore apprensivo, una paura profonda, la mancanza di denaro sufficiente: trova il modo di essere libero di vivere la vita che vuoi.

Questo non vale solo se sei multipotenziale, naturalmente, ma in particolare per i multipotenziali è una condizione necessaria.

MISSION

C’è qualcosa di più profondo di quello che vedi.
 
***Sonia, ma quindi dobbiamo essere nomadi per essere multipotenziali? Cioè è tutto qui? Allora no, non sono multipotenziale.***
 

No, non è tutto qui.
La multipotenzialità NON c’entra col nomadismo, non è detto che tu NON debba avere delle radici, NON possa rimanere nello stesso posto per tutta la vita.
Magari ti basta un weekend fuoriporta per sperimentare la scoperta e apportare varietà nella tua vita.

Ma c’è dell’altro.

C’è qualcosa che va oltre alla mera voglia di cambiamento, di scoperta, di guadagno e di libertà, che ci spinge a fare qualsiasi cosa facciamo con energia e dedizione, un significato profondo.

Noi multipotenziali vogliamo dare un senso, vogliamo che le nostre vite e tutto quello che realizziamo diano un contributo.

Vogliamo fare la differenza, anche nel nostro piccolo, anche aiutando una sola persona o migliorando in misura minima questo mondo.

È quello che ci rende così speciali e così utili.

È quello che ci differenzia da coloro che vivono alla giornata solo per provare cose nuove o da color che saltano da un lavoro all’altro solo per guadagnare di più.

Avere un fine più ampio, una MISSION ci ricorda che stiamo costruendo qualcosa giorno, anche quando sembra che nulla stia accadendo. È quello che ci spinge a continuare, a stringere i denti, ad alzarci da letto anche quado siamo stanchi di combattere, a rinunciare a piccoli pezzi di noi stessi temporaneamente per dare il tempo ai nostri sogni di realizzarsi.

Sì, hai ragione. Questa è la parte più complicata da capire.

Perché fai quello che fai?

Perché ti alzi felice la mattina dal letto e perché continui a perseverare anche quando tutto ti è contro?

Ed anche se questo ti sembrerà molto specialistico, quasi una visione romantica della multipotenzialità, spesso è proprio per perseguire questo grande WHY, questa missione, che siamo portati a cambiare spesso, a scoprire qualcosa di nuovo, a dover guadagnare tanti soldi.

Scoprire la tua mission – o le tue mission, perché nessuno ha mai detto che non ne dovresti avere più di una nella vita – è molto importante, seppur difficile: ti farà capire che non stai brancolando nel buio, che c’è un disegno nella tua mente, che c’è un modo per dare priorità alle cose.

Ascoltati.

Ricorda per cosa sorridi.

Ripensa i sogni che fai la notte.

Cerca cosa hanno in comune i progetti che ti fanno stare bene, che riesci a perseguire con più entusiasmo anche se sembrano più difficili.

Inizierai sicuramente a vederlo il tuo WHY, a delinearlo in modo sempre più netto.

Pensa a Steve Jobs, il quale obiettivo nella vita è stato:

“To make a contribution to the world by making tools for the mind that advance humankind.”

“Dare un contributo al mondo costruendo strumenti a supporto dell’intelligenza per il progresso del genere umano”

aveva una grande mission, un profondo perché che guidava le sue azioni e le sue scelte, ma non era uno specialista.

NON è vero che noi multipotenziali non abbiamo degli obiettivi, questo è un mito da sfatare.

Quelli sono i multifancazzisti, che vivono alla giornata e non si interessano minimamente di quello che accade nel mondo, non hanno valori, non hanno paura e non hanno un perché.

Per evitare che le persone pensino che questo sia il tuo caso, tu sbattigli in faccia il tuo WHY!

Quindi che fare?

Adesso sai cosa significa dire di essere multipotenziale. Ora sai che in quella parola c’è un intero mondo, il nostro mondo.

Essere multipotenziale è più che altro uno stile di vita, perciò se questa è la vita che desideri dovresti prendertela.

Questo NON significa necessariamente mollare tutto e da domani vivere una vita nuova. Non è così che si fa.

Il processo può essere lungo e a tratti doloroso.

Lo sai, non ho peli sulla lingua quando si tratta da metterti in guardia.

Ma è possibile.

Una vita così è possibile.

Da dove iniziare?

Analizza dove ti trovi adesso e cosa credi che manchi nella tua vita per sentirti un multipotenziale soddisfatto.

Cerca il tuo WHY, perché ti vuoi barcamenare in questa avventura, che contributo vuoi dare?

Sviluppa un piano dato da micro obiettivi che ti aiutino a realizzare il tuo grande progetto.

E niente, parti da lì.

Tocca a te

Ci sono altre caratteristiche che identificano uno stile di vita multipotenziale?

C’è qualcosa nella tua vita che credi possa essere valida per tutti gli altri?

Scrivi nei commenti o lascia un post nella nostra bellissima e variopinta community.

Non sei ancora iscritto?

Clicca qui e potrai conoscere altri multipotenziali che hanno intrapreso il viaggio per sentirsi liberamente se stessi e incanalare la loro multipotenzialità.

Ti aspetto dall’altro lato.

Sonia :*

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