MULTIPOTENZIALE INSICURO: QUANDO IL MONDO TI CROLLA ADDOSSO

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

“La multipotenzialità è come un oceano, l’insicurezza è la nostra tempesta perfetta”

Hai mai provato la sensazione di continuare a rincorrere qualcosa che non riuscivi a raggiungere?

Ti sei mai guardato allo specchio chiedendoti quale fosse la destinazione del tuo viaggio?

A me è capitato milioni di volte.

Mi guardavo cercando di capire chi volessi essere nella vita, cercando di capire quale fosse il posto giusto per me.

Mi hanno sempre detto “Guarda il percorso che hai fatto, guarda le cose che hai realizzato fino ad ora”

E io l’ho fatto.

Mi sono guardata indietro e non ho visto nulla.

Milioni di occasioni perse, centinaia di progetti mai realizzati.

Era questo quello che ero?

Una persona che inizia le cose e che le lasciava a metà?

Il mondo mi stava collando addosso

Un giorno parlando con un amico mi sono sentita dire la frase più brutta di tutta la mia vita

“Parli tanto, ma non hai ancora realizzato niente nella vita”.

È stato come un pugno in piena bocca dello stomaco. Improvvisamente mi è mancato il respiro.

Non avevo concluso ancora niente.

Solo tante esperienze, tutte diverse. Ma in nessuna di queste ero quella che potrei definire una specialista.

Se solo avessi saputo all’epoca dell’esistenza della parola multipotenziale, avrei saputo cosa rispondere al mio amico.

Invece sono rimasta in silenzio, a pensare a tutto ciò che avrei voluto ma che non avevo il coraggio di fare.

Avevo tante passioni, tutte diverse, ma per me rimanevano solo quello: SOGNI NEL CASSETTO.

Avevo sempre immaginato la mia vita come una montagna russa.

Sempre alla ricerca di un’emozione nuova alla prossima salita.

Ma come si fa?

Tutti mi dicevano che non potevo fare tutto. Che la vita non è una giostra.

Che bisogna trovare la propria strada.

Mi dicevano che un bel giorno avrei trovato la mia vocazione. Il mio posto.

Quel giorno non è mai arrivato.

Quando ti crolla il mondo addosso

Il momento in cui realizzi di essere diversa dalle altre persone è un momento terribile.

Senti il mondo che ti crolla addosso.

Le persone intorno a me avevano capito cosa volevano essere, chi volevano diventare da grandi.

Io ero ancora lì che cercavo di capire in cosa fossi davvero brava, in cosa fossi professionista.

Si, sapevo fare un sacco di cose.

Avevo fatto tanti lavori diversi.

Ma non avevo niente che potesse dimostrare agli ALTRI che queste cose le sapevo fare davvero.

E mi sono convinta che se non potevo farle vedere, forse queste cose non le sapevo fare.

Da quel preciso momento, inizia un circolo vizioso.

La paura di cominciare qualcosa di nuovo è talmente tanta, da rimanere impietrito.

Fermo al tuo posto, come una statua, a prendere polvere.

Ogni volta che decidevo di muovermi, la vocina dentro la mia testa mi ripeteva che non ero in grado.

Che anche questa volta avrei sbagliato.

Che non sarei mai stata in grado di portare un progetto fino in fondo.

E sai cosa ho fatto?

Ci ho creduto.

Ci ho creduto così tanto che un errore dopo l’altro la mia vita è arrivata a toccare il fondo.

Ci ho creduto così tanto che ho deciso di accontentarmi di quello che “passava il convento”.

Quando il mondo ti crolla addosso la prima cosa che senti è la stanchezza

Ero stanca.

Stanca di puntare in alto. Di credere che ce l’avrei fatta. Di avere grandi idee che non sarei mai riuscita a realizzare.

Il mio intero mondo era crollato e i pezzi erano lì, sparsi sul pavimento.

“Ogni multipotenziale ha visto almeno una volta il suo mondo andare in pezzi, nonostante questo siamo ancora in piedi"

LA RESILIENZA MULTIPOTENZIALE

Come resistere quando il mondo ti crolla addosso

 
Hai mai sentito tutto il tuo mondo crollarti addosso?

Spero di no.

Io spero che tu non ti sia mai trovato al punto di guardarti allo specchio e odiare profondamente la persona che ti trovi di fronte.

Un odio viscerale, che rende il mondo nero.

Un odio che urla anche quando sei in silenzio.

Avevo perso tutte le mie sfide. Ero a terra e non sapevo come rialzarmi.

Gli altri percorrevano la loro strada e andavano dritti alla loro meta.

Un giorno, Sonia, mi hanno parlato della MULTIPOTENZIALITÀ.

Mi ha parlato di un mondo in cui è possibile aprire quel cassetto pieno di sogni e realizzarli.

Che forse, il mio posto non era uno soltanto.

Che potevo essere ovunque ed essere felice.

Che potevo esprimere tutti i miei multipotenziali.

The Multipods Family

La prima community in Italia composta da centinaia di multipotenziali che si confrontano e crescono insieme come in una famiglia!

richiedi l'accesso gratuito

Accederai a contenuti esclusivi, alle iniziative di The Multipods Revolution e alle dirette con Sonia 😉

Sai qual è la prima cosa che ho pensato?

CHE CAZZATA!

Io non ero una multipotenziale. Io ero una fifona, procrastinatrice, inconcludente.

Me lo dicevano tutti.

Era così.

Ho continuato la mia vita così. Tra un turno e l’altro nel mio lavoro da barista.

Convinta di fare quello per il resto della mia vita.

In fondo era divertente, che c’era di male?

Non c’è niente di male ad accontentarsi di essere una cosa sola. In fin dei conti, ero brava anche in quello ed era anche divertente in un certo senso.

Preparare il caffè, imparare a memoria chi prendeva cosa, guardare la birra che scendeva dallo spillatore.

Sempre uguale.

Avevo sviluppato una certa resilienza.

In pratica resistevo alla mia voglia di avere di più, alla mia voglia di mettermi in gioco, di capire di che pasta fossi fatta.

La parola multipotenziale era stata spazzata via, era sotto le macerie del mondo che mi era crollato addosso.

Ma la verità è che ho sempre pensato che nella vita avrei lasciato una minima impronta del mio passaggio.

E quando hai quel tipo di desiderio, quel sogno nel cassetto, quello di renderti utile e di fare qualcosa di buono, non puoi tenerlo relegato dietro al bancone di un bar.

Per quanto hai paura di agire, paura di fallire, paura di metterti in gioco, quella voce non puoi farla più tacere.

Perchè ho passato anni a dirmi che non ce l’avrei mai fatta, che c’erano persone molto più specializzate di me per dare un contributo ad una rivoluzione.

Che non ero niente di speciale.

Che ero una che sapeva di tutto un po’.

Avevo paura di lasciare una mia impronta, perchè non ero sicura che sarebbe stata giusta.

Avevo paura che qualcuno mi chiedesse “Ma con quale titolo ti presenti qui?”

“Multipotenziale è fame, è fuoco che brucia, è amore per se stessi”

RIMETTI INSIEME I PEZZI

Il momento in cui abbracci la tua vita multipotenziale

Ho trovato sempre strano come le nostre vite, così lunghe, prendono una piega inaspettata nel giro di un attimo.

Nonostante tutta la mia resilienza, non ero riuscita a far star zitta quella voce che mi diceva di rimanere al mio posto, nell’ombra.

Così un giorno ho deciso di provarci. Ho deciso di sfidare me stessa.

Me lo ricordo ancora.

Era il gennaio del 2017 e avevo trovato un annuncio che recitava World In Progress.

Era un viaggio studio in Israele con un Associazione.

Per fare domanda per la borsa di studio bisognava inviare curriculum, lettera motivazionale e fare un colloquio Skype.

Inutile che te lo dica: PANICO!

Il curriculum era un disastro, non sapevo come tutte le mie esperienze, i miei studi, potessero essere di qualche valore.

La vocina nella mia testa mi gridava di fermarmi.

Che avrei avuto un’altra porta sbattuta in faccia. Che avevo un posto sicuro, che avevo la mia strada tracciata, che ero tranquilla.

Ma io non volevo più stare tranquilla.

Non volevo più restare ferma a guardare gli altri che vivevano.

Così ho raccolto tutto il mio coraggio, ho chiuso gli occhi e ho schiacciato invio.

In fondo qual era la cosa peggiore che avrebbero potuto dirmi? Di no?

Ho iniziato ad aspettare la loro risposta.

Avevo ben poche speranze che mi dicessero di si.

Il giorno in cui ho ricevuto la mail di risposta dell’Associazione ero in facoltà, stavo seguendo una lezione.

Sono corsa fuori dall’aula e ho cominciato ad urlare.

Non ci potevo credere, saltavo e ridevo come se fossi una pazza ubriaca.

Ero al settimo cielo.

Il giorno in cui ho preso l’aereo e ho incontrato il gruppo mi sentivo un pesce fuor d’acqua.

Quei ragazzi erano più giovani di me ma avevano delle esperienze di studio alle spalle invidiabili.

Università all’estero, specialistiche già iniziate.

Io dovevo ancora laurearmi alla triennale.

Se sei un multipotenziale insicuro come me, avrai già capito che domanda mi sono fatta a quel punto:

“Perchè hanno scelto me?”

Me la sono fatta tutti i giorni del viaggio. Finchè alla fine non ho capito.

PS -> Se non sai che tipo di multipotenziale sei, fai il nostro test per scoprirlo!

Fai il test per scoprire il tuo blocco multipotenziale!

COL TEST DI THE MULTIPODS REVOLUTION SCOPRI SE SEI MULTIPOTENZIALE E QUAL È IL TUO PIÙ GRANDE BLOCCO NELLA VITA PROFESSIONALE E PERSONALE​

COSA SIGNIFICA ESSERE MULTIPOTENZIALE PER ME

Ciao sono Gloria e sono una multipotenziale insicura

Molti non comprendono a fondo cosa significhi essere multipotenziale.

Per molti è solo un’altra parola da mandare all’Accademia della Crusca per farla mettere sul dizionario.

Ma multipotenziale è molto di più di questo.

Multipotenzialità è fame, è fuoco che brucia, è la pietra con cui iniziamo a costruire un mondo nuovo.

Un mondo positivo, fatto di opportunità, di collaborazione, di gioia.

Un mondo disegnato a colori, che non escluda nessuno.

Scoprire di essere multipotenziale, di sapere che non ero costretta a scegliere, che potevo lasciare un segno per le generazioni future vivendo i miei sogni, mi ha salvato la vita.

Ha salvato il modo in cui sognavo la mia vita.

Perchè non c’è modo peggiore di morire che guardare i propri desideri ingabbiati in un cassetto chiuso perchè hai paura di non essere abbastanza forte e competente da realizzarli.

Adesso lo so.

Adesso so che i miei sogni si realizzeranno.

Adesso sento quella vita che desideravo ad un passo da me.

Continuo a correre, ma adesso è una corsa consapevole, felice, liberatoria.

Perchè ora davanti ai bivi non mi blocco più, non ho più paura.

Adesso so che posso percorrerli tutti.

Ma soprattutto, ho imparato che un titolo è solo un titolo.

Quello che importa è il libro che c’è dopo il titolo.

Il mio ha milioni di pagine scritte.

Milioni di pagine ancora da scrivere.

E il mio libro multipotenziale non lo cambierei con nessun altro in questo mondo.

 

A presto,

 

Gloria

PS -> A proposito di LIBRI multipotenziali… hai già letto LA RIVOLUZIONE MULTIPOTENZIALE?

Solo per oggi ad un prezzo SUPER speciale se clicchi sulla CARD qui sotto 😉

PS –> Sei già dentro il gruppo più pazzo e multipotenziale d’Italia?

The Multipods Family

La prima community in Italia composta da centinaia di multipotenziali che si confrontano e crescono insieme come in una famiglia!

richiedi l'accesso gratuito

Accederai a contenuti esclusivi, alle iniziative di The Multipods Revolution e alle dirette con Sonia ;)

Se questo articolo ti è piaciuto dovresti leggere questi ;)

carriera
soniaelicio

Problem Solving: come sviluppare la soft skills più richiesta sul CV

La soft skills più richiesta è il problem solving.

In un’epoca in cui le specializzazioni richieste cambiano in pochi anni, sembra che la caratteristica più importante di un candidato è la sua capacità di risolvere i problemi.

Come si sviluppa questa capacità? Perché non ce la insegnano a scuola? Ci sono persone che sono più portate a sviluppare la soft skills più richiesta nel mondo del lavoro? Come si allena o come si possono aiutare i dipendenti ad allenarla?

Curioso vero? »

Sonia Elicio

Fondatrice del blog “The Multipods Revolution“, Autrice del libro “La Rivoluzione Multipotenziale“, Life & Career Designer, Marketer,  Content Creator, Travel Influencer… nel tempo libero sviluppo i miei superpoteri! ;)

Vuoi Ricevere la Newsletter Multipotenziale

Non hai ancora letto il libro?

Preferiti

Problem Solving: come sviluppare la soft skills più richiesta sul CV

La soft skills più richiesta è il problem solving.

In un’epoca in cui le specializzazioni richieste cambiano in pochi anni, sembra che la caratteristica più importante di un candidato è la sua capacità di risolvere i problemi.

Come si sviluppa questa capacità? Perché non ce la insegnano a scuola? Ci sono persone che sono più portate a sviluppare la soft skills più richiesta nel mondo del lavoro? Come si allena o come si possono aiutare i dipendenti ad allenarla?