Obiettivi Multipotenziali:

l'approccio innovativo per definire obiettivi dinamici

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Improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo!

CLINT EASTWOOD – Sergente Gunny Highway

Lo facciamo ogni anno ormai.

Arriva dicembre e tiriamo le somme e, secondo i risultati he abbiamo ottenuto, definiamo degli obiettivi per il nuovo anno.

Come è andato il tuo 2018? Sei riuscito a centrare i tuoi obiettivi?

Il vero problema con gli obiettivi è che spesso ci rendiamo conto nel bel mezzo del percorso che poi, in realtà, non ci interessa davvero raggiungere quell’obiettivo, che non siamo stati noi davvero a sceglierlo o che non rispecchia più la persona che siamo.

Un anno è lungo e tante cose possono cambiare in un anno!

Tu sei la stessa persona che eri all’inizio del 2018?

Se la risposta è sì non continuare a leggere questo articolo, non è per te.

Questo articolo (e metodo) è per una cerchia ristretta di persone:

  • per chi dagli obiettivi troppo “specifici” si sente limitato
  • per chi in un anno ha vissuto dieci vite ed ormai è un’altra persona
  • per chi colleziona esperienze diverse ed è in costante trasformazione
  • per chi vuole tutto e non sa bene come ottenerlo, ma ce la mette comunque tutta
  • per chi si annoia facilmente e ha bisogno di stimoli continui

Insomma, questo articolo è per i multipotenziali!

***Se non sai di cosa sto parlando e credi di essere in quella cerchia ristretta di persone, leggi questo articolo***

Obiettivi e Multipotenziali

I classici sistemi proposti fino ad oggi per la definizione degli obiettivi non funzionano coi multipotenziali, ne parlo nel mio articolo “Problemi a raggiungere gli obiettivi? Potresti essere multipotenziale”.

La vita di un multipotenziale, infatti,  è in continuo mutamento. I sistemi di riferimento a cui ci hanno abituato non valgono più e l’unica certezza è l’incertezza, ovvero la possibilità che tutto possa succedere.

Con questi presupposti è chiaro che bisogna modificare completamente il concetto di obiettivo e di introdurre un elemento nuovo nel sistema: i key resultsLa maternità di questo sistema non è mia: OKR – Objective e Key Results – è un tipo di approccio adottato dal management di Google – il che la dice lunga – ed è stato d’ispirazione per modificare il mio difficile rapporto con gli obiettivi.

Ho studiato questo metodo per mesi, l’ho applicato al lancio del mio libro “La Rivoluzione Multipotenziale” che esiste, quindi questo è un ottimo indicatore del fatto che il metodo in qualche modo funziona e ho applicato alcune modifiche per rendere il metodo più multipods-friendly possibile.

Partendo dalle mie esperienze ho ideato un sistema di planning multipotenziale che mi ha aiutato a raggiungere risultati incredibili in diversi momenti della mia vita: in questo articolo ci focalizzeremo esclusivamente sul modo più efficace per definire obiettivi multipotenziali, che è il primo passo, mentre nel prossimo articolo parleremo di Key Results ovvero i nostri indicatori.

Iniziamo subito a capire cosa ha di diverso questo approccio per definire obiettivi multipotenziali!

Cosa c’è di rivoluzionario nel definire obiettivi multipotenziali?

Per un multipotenziale avere un obiettivo chiaro e ben definito è a dir poco impossibile. Anche avendolo, raggiungerlo senza distrazioni è ancora più difficile. I metodi classici si basano sull’eliminazione di quelle distrazioni, cosa essenziale per gli specialisti, ma contro-natura per i multipotenziali.

Il punto è che quelle distrazioni fanno parte di noi e aprono le porte a scenari interessanti: come fare, quindi, a costruire comunque qualcosa ma non farsi limitare dagli obiettivi?

Immagina di essere in mare aperto: stai navigando verso la terra ferma. Non è importante che tu sappia a priori esattamente dove sbarcare perché durante la tratta di mare che ti separa da terra potrebbe succedere di tutto e tu potresti improvvisamente decidere di approdare ad un porto piuttosto che ad un altro. Ti guardi intorno e vedi da lontano la tua destinazione: una macchia marrone completamente sfuocata. Punti la nave in quella direzione e inizi a muoverti: man mano che ti avvicini inizi ad identificare esattamente il paesaggio, riconosci i posti, vedi il porto e modifichi la rotta quel tanto che basta per imboccare l’ingresso del porto e attraccare esattamente nella tua posizione.

Il punto è che finché non ci sei molto vicino al porto non sai ancora quale sarà precisamente il posto della tua barca, se c’è traffico, se devi fermarti un secondo in più o se devi cambiare porto.

Se ci pensi in questo modo Cristoforo Colombo ha scoperto l’America, no? Mica male come risultato.

Questo è il tipo di approccio che un multipotenziale dovrebbe avere con gli obiettivi: sapere di voler arrivare sulla terra ferma senza sapere con anticipo esattamente a quale porto e seguendo quale rotta finché sei ancora in mare aperto.

Come ti dicevo questo è solo il primo passo del planning multipotenziale 2019: il concetto non è muoversi alla deriva ma comprendere che la definizione dell’obiettivo è solo il punto di partenza. Saranno i Key Results ad aiutarti a segnare una rotta più precisa, ma come vedrai, sarà una rotta da “aggiustare” passo dopo passo per essere sicuro di non andare a sbattere e di avere più chiaro (prima) e di raggiungere (dopo) il tuo obiettivo multipotenziale.

Questo framework ti aiuterà a definire gli obiettivi del 2019 in modo completamente nuovo rispetto agli altri anni e ti aiuterà a raggiungere dei risultati molto superiori alle tue aspettative.

Definire Obiettivi Multipotenziali

Ci vuole meno energia per cambiare diametralmente direzione
mentre si è in movimento di quanta ne occorre per partire in quella direzione da fermo.
David Allen

Il principio di un obiettivo multipotenziale è quello di essere dinamico: non possiamo imprigionare le opportunità mettendoci i paraocchi. Questo complica un po’ la situazione: già era complesso definire un obiettivo fisso, figuriamoci uno dinamico.

Cosa si intende per obiettivo dinamico?

Un obiettivo dinamico è definito da un certo numero (finito) di gradi di libertà – ovvero variabili indipendenti che descrivono l’obiettivo stesso – che evolvono nel tempo secondo leggi deterministiche, cioè di causa-effetto.

Data l’impossibilità nella vita reale di controllare quelle variabili – nonché gradi di libertà – di cui questo sistema si compone non ha senso essere specifici e definiti, come dicevamo prima, poiché ad ogni evoluzione imprevista l’obiettivo si muove in una direzione che a priori non avremmo potuto considerare.

Se non possiamo controllare le variabili che descrivono un obiettivo perché dovremmo definirne uno?

È vero che non possiamo controllare i gradi di libertà di questo sistema, ma possiamo influenzarli: scegliere la direzione nella quale vogliamo andare senza però segnare un percorso troppo “specifico“.

Per fare questo bisogna in primis tenere in considerazione la propria mission, il proprio why, perché come ogni obiettivo che si rispetti la componente fondamentale è capire perché proprio quel risultato e non un altro. Una volta, quindi, aver chiaro il proprio fil-rouge, la propria mission, procederemo nell’identificazione dell’obiettivo multipotenziale che deve essere formulato secondo le caratteristiche che ora ti elencherò.

Un obiettivo multipotenziale deve essere:
  1. Qualitativo
  2. Stretching
  3. Annuale
  4. Complesso

Ti avviso: come ti dicevo questo sistema è molto innovativo e contro-corrente. Perciò trattieni il giudizio e chiediti se ciò che hai provato fino ad ora abbia mai funzionato.

Se la risposta è no, allora dovresti iniziare a provare qualcosa di diverso, non credi?

#1 Qualitativo

Per mantenere la sua dinamicità l’obiettivo multipotenziale deve essere qualitativo.

Capisco la tua confusione:

Come fare a capire di aver raggiunto l’obiettivo se non lo puoi misurare?

Parliamoci chiaro: non è la quantità che esprime davvero il raggiungimento o meno di un obiettivo, solo tu lo puoi sapere.

Se il mio obiettivo nel 2019 fosse guadagnare 100.000€ e per farlo mi mettessi a prendere in giro i miei clienti o a compiere azioni moralmente scorrette pur di raggiungerlo, questo cambierebbe in meglio la mia vita? Mi darebbe una qualche soddisfazione?

In triennale mi sono laureata con 105 su 110. Il mio obiettivo era la lode ovviamente perché sono una perfezionista e volevo ottenere il massimo: in realtà era proprio quello il mio obiettivo, ottenere il massimo da me stessa. Se guardiamo la quantità ho clamorosamente mancato il mio obiettivo, giusto? Se, invece, vi dicessi che ho preso 105 in due anni invece che tre, partendo al primo anno con la media del 25 e recuperando in sprint 18 esami in un anno chiudendo con la media del 28? Il tutto dopo essermi ripresa da una grave malattia e aver superato il test di ammissione alla Bocconi. Ho centrato il mio obiettivo in pieno, anche senza quella stupida lode.

Il punto è che siamo abituati a pensare a noi stessi in termini numerici: rincorriamo voti, vanity metrics sui social e siamo sempre più poveri di qualità. Posso far arrivare la mia pagina FB facilmente a 10k Mi Piace con poche centinaia di Euro comprandoli dal Bangladesh, ma questo significherebbe davvero raggiungere l’obiettivo?

Iniziare a pensare ai nostri risultati in termini qualitativi farà sì che la quantità arrivi di conseguenza. Perciò ho iniziato ad avere maggiori benefici da quando penso ai miei obiettivi in termini qualitativi.

Penso a The Multipods Revolution: il 2018 è stato un anno sperimentale, un anno in cui volevo capire se c’erano basi solide per poter lavorare e investire su questo progetto. Non mi sono posta un limite quantitativo: “se raggiungo 500 membri nel mio gruppo allora il progetto funziona“, non avrebbe avuto senso. D’altro canto ricevere messaggi, telefonate, mail di persone entusiaste del progetto, che hanno messo il mio libro sotto l’albero, che hanno preso il cartaceo per l’autografo e l’ebook per non perdere neanche un minuto e non dover aspettare i tempi di spedizione è un segnale più che chiaro della possibilità di sviluppare questo progetto.

Perciò non ti intrappolare in un numero: la tua complessità merita di essere espressa da qualcosa di più.

Ci penseremo in un secondo momento a ragionare in termini numerici che sono importanti, senza ombra di dubbio, ma non fondamentali per questa parte del tuo planning multipotenziale 2019.

#2 Stretching

Nel classico modello SMART – di cui ti ho parlato nell’articolo “Problemi a raggiungere gli obiettivi? Potresti essere multipotenziale” – ci insegnano che gli obiettivi devono essere realistici e raggiungibili.

La realtà, però, non è un parametro oggettivo.

La nostra mente percepisce la realtà secondo quelle che sono le nostre esperienze e le nostre credenze. Porsi un obiettivo realistico significa basarci su quello che già conosciamo e sebbene questo possa aver funzionato in passato non è detto che funzioni ancora. Per questo motivo un obiettivo deve essere stretching.

Cosa significa stretching?

Hai presente quando ti metti in quelle posizioni scomodissime e dolorose dopo un allenamento per “allungare” i tuoi muscoli? All’inizio non arrivi a terra neanche se ci fosse qualcuno che ti spinge ma giorno dopo giorno un millimetro alla volta raggiungi le caviglie, poi i piedi e infine tocchi terra con facilità.

Devi porti un obiettivo che ti stimoli a metterti alla prova, che vada oltre le tue odierne capacità che ti permetta di allungarti oltre il te stesso di adesso.

Parlavamo del mio obiettivo del 2018: i primi due mesi mi assillava l’idea di aver esagerato. Stavo mettendo su The Multipods Revolution e non avevo idea di come fare in pratica un sito, di come funzionasse avere un’attività online, neanche del nome ero certa. Alcune di queste nozioni le avevo apprese durante il mio lungo percorso universitario, ma non mi era mai capitato di toccare con mano, sperimentare su qualcosa di vero quello che avevo imparato. 

Pochi lo sanno ma fino a maggio il dominio di The Multipods Revolution era soniaelicio.com perché temevo che parlare di multipotenziali potesse non interessare e per non perdere il dominio ho pensato che potevo sempre cambiare argomento lungo la strada.

Ovviamente a livello di strategia questa scelta non faceva una piega e mi ha molto penalizzato, tanto da vederne gli effetti negativi a mesi di distanza. D’altro canto aspettare di avere le idee perfettamente chiare e di saper fare le cose ci blocca nell’immobilità e ci impedisce di iniziare davvero a fare. Se avessi temporeggiato ancora in attesa di avere le idee chiare oggi non saremmo qui io e te e questo articolo non esisterebbe. Se non mi fossi messa alla prova non avrei imparato niente di cosa so fare oggi.

La difficoltà di porsi un obiettivo stretching è riconoscere la differenza tra ambizioso e irrealizzabile.

Voglio davvero che tu ci rifletta: hai fatto cose nella tua vita che tu stesso ritenevi impossibili? Quante volte è successo senza che tu neanche te ne rendessi conto?

La frase che sento dire più spesso dalle persone di successo che mi circondano è “non so dove ho trovato la forza di affrontare questa cosa, ma alla fine ce l’ho fatta”.

L’hai detta anche tu milioni di volte.

Quello che ti sembra impossibile adesso sarà sempre più possibile mentre ti muovi per realizzarlo. Te lo assicuro, potrei scommetterci. Non è nella definizione dell’obiettivo che devi pensare alla fattibilità: questa analisi la faremo in seguito, coi Key Results, quegli indicatori che ti aiuteranno a tracciare il percorso più giusto per te (non il più veloce, non il più facile: più giusto per te) per realizzare quell’obiettivo.

#3 Annuale

La variabile tempo è fondamentale nella definizione degli obiettivi perché il nostro cervello ha bisogno di alcuni riferimenti per funzionare: non definire il tempo rende gli obiettivi non realmente da raggiungere. Dopo vari esperimenti temporali ho capito che un anno è un ottimo indicatore temporale per il nostro cervello e per la tipologia di obiettivo che stiamo definendo.

Perché proprio un anno?

La misurazione del tempo è una convenzione. L’essere umano ha deciso un sistema di riferimento comune basandolo su eventi naturali: un giorno è composto da 24h cioè il tempo che occorre alla Terra per compiere un giro completo su sé stessa, mentre un anno è il tempo che impiega il nostro pianeta a percorrere tutto il sistema solare. Simbolicamente, quindi, l’anno rappresenta un arco temporale in cui un ciclo inizia e finisce in un moto perpetuo. Ogni ciclo è diverso da quello precedente ma ha dei punti di contatto che permettono di riconoscere il percorso: per i nostri antenati il passare del tempo era scandito dalle stagioni, dalla posizione del sole nel cielo e dai cicli lunari; per noi, uomini moderni, è il calendario che trascorrere del tempo e ci indica a che punto del percorso siamo. Gennaio è il primo mese dell’anno, la partenza, l’inizio: quale momento migliore per definire il nostro planning?

Se ci pensi questo funziona un po’ per tutti i percorsi che intraprendiamo: le diete si iniziano di lunedì e la palestra dopo Pasqua e la scuola a settembre: abbiamo bisogno di una routine per funzionare. Il nostro cervello ha bisogno di identificare dei punti di riferimento statici, la società ha bisogno di rendere il tempo democratico, la stessa scienza ha bisogno di capire l’unità della variabile tempo per avanzare teorie.

Un anno è un contenitore perfetto per un obiettivo multipotenziale

 Oltre la sua valenza simbolica per il cervello, è abbastanza lungo da rendere possibile l’impossibile, abbastanza corto da poter vedere l’obiettivo che si avvicina sempre di più.

Un anno ha una scadenza e un progresso facilmente tracciabile: a livello psicologico questo ci aiuta a raggiungere gli obiettivi, a non perderci d’animo e a non distrarci troppo perché in realtà sappiamo che per quanto lungo un anno passa in fretta.

Non preoccuparti se ti sembra poco pensare di cambiare la tua vita e raggiungere i tuoi obiettivi in soli 365 giorni: ti assicuro che un anno multipotenziale è molto più lungo di quanto tu possa immaginare.

Se permetti alle cose di iniziare a succedere e inizi tu stesso a muoverti il tempo inizierà a scorrere secondo un nuovo sistema di riferimento: il TUO!

#4 Complesso

La parola complessità è spesso associata a cose di difficile realizzazione ma in realtà il suo significato è ben diverso: un obiettivo è complesso quando si può scomporre in obiettivi semplici. In realtà gli obiettivi dei multipotenziali sono già di natura tendenzialmente complessi, quindi è un punto su cui non c’è bisogno di insistere, questo.

Perché l’obiettivo non dovrebbe essere semplice?

Innanzitutto perché la scomposizione dell’obiettivo in fasi e Key Results è lo step successivo di questo Planning Multipotenziale 2019 ma soprattutto perché siamo multipotenziali: pensare di concentrarsi su una cosa sola per un intero anno è follia.

Sebbene molti guru, formatori e chi più ne ha più ne metta consigliano di realizzare un obiettivo per volta, per personalità come noi questo significa sprecare tempo, annoiarci ed abbandonare quasi subito.

Rendere un obiettivo complesso, ovvero formato da elementi diversi riconducibili ad uno stesso insieme ci stimola, ci mette davanti a nuove sfide, ci permette di sperimentare combinando i diversi elementi per creare qualcosa sempre nuovo. Come dicevamo all’inizio il principio di un obiettivo dinamico è essere rappresentato da un numero elevato di gradi di libertà, cioè di variabili: per questo un obiettivo multipotenziale deve essere complesso ma nella sua complessità interna essere riconducibile ad un unico intero.

Perciò parliamo di un unico obiettivo e non di più obiettivi semplici slegati gli uni dagli altri.

Come multipotenziali dobbiamo evitare l’effetto “lista della spesa: le to do list sono importanti ma hanno un’altra finalità [te ne parlo in questo articolo]. Il senso di porsi un obiettivo multipotenziale è quello di voler costruire qualcosa, di voler seguire un flusso, di dare una direzione alla propria vita che non penalizzi la propria multipotenzialità ma che, anzi, la esalti.

Cosa significa porsi un obiettivo Multipotenziale?

Pendere un impegno con sé stessi

Questo sistema di definizione degli obiettivi serve proprio a questo: a fare pace col fatto che, sì, siamo multipotenziali quindi ragionare in termini di tempo, specificità e realizzabilità è non solo difficile ma anche limitante per noi. Abbiamo bisogno di un sistema nuovo, un sistema diverso che non ci dia una scusa per mollare e non concludere niente ma una spinta per valorizzare il nostro essere multipotenziali.

Se c’è una cosa che però è alla base della riuscita di questo approccio – e di tutti gli altri approcci che esistono al mondo – è che non basta definire il più bello degli obiettivi su carta se poi non muoviamo il culo e non ci sporchiamo le mani per far sì che diventi realtà. Pianificare è divertente, ne sono certa, ma vi assicuro che è ancora più divertente portare a casa un risultato, anche piccolo, dietro l’altro e scoprirti a fare cose che non avresti mai immaginato di fare.

Perciò la prima cosa che devi fare adesso, prima di scrivere su qualsiasi foglio con matite colorate e pennarelli di tutti i tipi, è promettere a te stesso che ci proverai e metterai tutto te stesso nella realizzazione di questo obiettivo.

Perché solo provandoci e mettendo tutto te stesso saprai se è quella la strada per realizzare il più bello dei sogni: vivere la vita che vuoi, una vita multipotenziale.

Vivere una vita multipotenziale

L’effetto collaterale migliore del porsi un obiettivo multipotenziale è che il raggiungimento di un obiettivo di questo genere non è caratterizzato da un punto di stasi, un punto di arrivo. Centrare un obiettivo dinamico significa entrare nel mood che chiuso un percorso se ne apre un’altro più ambizioso, più entusiasmante, più imprevedibile in un flusso in continuo movimento, avventura ed emozione pura.

Quando sono partita per l’Inghilterra non avevo idea di cosa sarebbe successo nel mio anno ma avevo un obiettivo: esplorare la mia multipotenzialità praticando quello che è stato il mio punto debole per anni, l’inglese. Questo è un obiettivo dinamico, qualitativo, stretching, annuale e complesso: è dinamico perché non limita ma è potenziante e in trasformazione, tanto da essersi trasformato mese dopo mese al voler pubblicare un libro sulla multipotenzialità (ed esserci riuscita); è qualitativo perché non pone paletti quantitativi allo status “imparare l’inglese” come prendere una certificazione a un determinato livello o saper condurre una conversazione di trenta minuti in lingua così come non mette paletti all’esplorazione della mia multipotenzialità; è stretching perché mi ha spinto ad abbandonare tutte le mie certezze e sicurezze per partire in balia di una terra straniera completamente sola realizzando due risultati in uno; ed è annuale perché si è svolto nell’arco di un anno, nonostante tante false partenze e mancati ritorni.

Ho vissuto l’esperienza che volevo e ogni volta che pensavo di voler mollare, di voler tornare indietro – perché mentirei spudoratamente se ti dicessi che è stato un percorso tutto rose e fiori – pensavo alla promessa che mi ero fatta, all’impegno con me stessa. Perché non c’è nessuno che puoi deludere di più al mondo di te stesso, nessuno che può sapere che le tue scuse sono cazzate più di te stesso e alla fine della giornata è sempre con te che devi fare i conti. Se puoi guardarti allo specchio con fierezza, sapendo di avercela messa tutta, di aver dato tutto e superato tutti i tuoi limiti allora un risultato l’hai sicuramente raggiunto.

Dalla teoria alla pratica: scrivere un obiettivo multipotenziale

Adesso sei pronto per mettere colori su bianco il tuo obiettivo multipotenziale 2019.

Perché formulare correttamente l’obiettivo è il primo passo pratico per raggiungerlo

Un obiettivo ben posto è potenziante e motivante e non hai idea quanto lontano tu possa andare se sei motivato nel modo giusto.

Come sai mi sono laureata ben due volte e tutte e due le volte il mio obiettivo non aveva nulla a che vedere con la laurea in sé. Per me non era motivante quel pezzo di carta, era un risultato come un altro, non vedevo che fretta potessi avere nel raggiungerlo. Entrambe le volte la laurea era strumentale al raggiungimento di qualcosa di successivo, tra l’altro entrambe le volte l’obiettivo era lo stesso: in triennale mi sono laureata perché era l’ultima cosa che mi manteneva incastrata a Bari e in specialistica mi sono laureata perché era l’ultima cosa che mi tratteneva a Milano. La libertà di andare mi ha mosso più di ogni altra cosa: è qualcosa che succede ad un livello profondo di noi stessi.

Mi ripetevo:

“Un altro esame e sarai libera”

“Un altro capitolo e potrai andare dove vuoi”

Considerate che lavoravo mentre scrivevo la tesi perciò per un paio di mesi ho dormito tre ore a notte, non c’erano più weekend o pause di nessun tipo: non mi pesava tutto questo, quando ero stanca ripetevo il mio obiettivo dentro di me e quella frase mi faceva vibrare e muovere più di ogni caffè o Redbul che abbia mai bevuto.

Come formulare un obiettivo multipotenziale motivante?

Siamo esseri umani e non c’è niente che ci piaccia di più dei rituali: è il nostro modo per avere controllo sulle cose che non possiamo controllare, per trovare la forza quando siamo troppo stanchi e demotivati, per continuare anche quando sembra non ci sia nulla per cui continuare.

Per costruire rituali motivanti ed efficaci dobbiamo parlare la stessa lingua del nostro cervello e usare le parole che per lui contano davvero. Sebbene sembra che gli esseri umani agiscano in maniera del tutto razionale, in realtà il nostro cervello fa delle eccezioni alla razionalità affascinanti: conoscere queste eccezioni è la chiave per influenzare i nostri pensieri e le nostre azioni.

Scappare o rincorrere?

Proprio per la loro natura strumentale uno stesso obiettivo può essere formulato in due direzioni: allontanandoci da qualcosa che temiamo o avvicinandoci a qualcosa che vogliamo. Per esempio, ritornando all’esempio precedente l’obiettivo della laurea può essere legato positivamente alla possibilità di iniziare la propria vita, trovare un lavoro, chiudere un percorso dall’altro negativamente al giudizio degli altri, al fallimento, al rimanere bloccati.

Quale delle due direzioni è più efficace?

Daniel Kanheman, psicologo premio Nobel per l’economia nel 2002 ha raccontato con la Prospect Theory un fenomeno molto interessante: il cervello umano percepisce una perdita in modo più doloroso rispetto a quanto percepisce lo stesso guadagno.

Siamo costantemente messi davanti a scelte in cui dobbiamo valutare costi e benefici e questa teoria ci rivela che sulla nostra bilancia i costi pesano doppio: numericamente parlando, vincere mille euro ci da meno soddisfazione del dolore di perdere la stessa somma.

Perché ti sto dicendo tutto questo? Perché per formulare un obiettivo in modo corretto non devi iniziare ad immaginare cosa vorresti nella tua vita ma cosa non vorresti più.

Il peggior anno della tua vita – Esercizio

Questo esercizio dura da un minimo di 15 minuti a massimo 30, quindi ti chiedo di prenderti questo tempo tutto per te e isolarti dal resto del mondo: metti il tuo telefono in modalità aereo, fai in modo di non essere disturbato e scegli un luogo che ti possa in qualche modo ispirare, che abbia un significato.

Utilizzeremo un mix di tecniche molto efficaci per estrapolare le tue più intime emozioni e pensieri: uniremo la scrittura espressiva alla visualizzazione, il tutto guidato da una traccia sonora.

Prendi un foglio e una penna – puoi farlo anche al PC ma te lo sconsiglio vivamente: devi permettere al corpo di muoversi coi tuoi pensieri in modo naturale e questo implica scrivere a mano libera – segui le parole e la musica della traccia che ti farò scaricare fra poco e butta giù tutto quello che senti, vedi e provi.

L’esercizio è composto da due parti che sfruttano la Prospect Theory per creare un ancoraggio profondo nel tuo cervello:

  1. La prima parte sarà dolorosa e drammatica e serve per visualizzare lo scenario peggiore, cosa di brutto può capitare in questo 2019 se non ti decidi a prendere in mano la situazione, impegnandoti a cambiare approccio;
  2. La seconda parte ti aiuterà a mettere giù quello che davvero vuoi cambiare e vuoi ottenere dal 2019.

In parole povere devi prendere un foglio e scrivere tutto quello che vedi, senti, provi mentre ascolti la traccia che ti ho chiesto di scaricare.

Le mie parole ti guideranno nella visualizzazione e la scrittura ti permetterà di liberare tutte le emozioni legate alla visualizzazione. Nessuno leggerà quello che scrivi, quindi non pensare ma scrivi senza punteggiatura, senza articoli, senza senso anche tutto quello che senti.

In pieno stile stream of consciousness.

Puoi scaricare la traccia qui e ti allego anche il testo in modo che tu possa fare l’esercizio anche senza la traccia, ma ti assicuro che con la traccia è molto più efficace.

“Immagina te stesso ad un anno esatto da adesso.

È finito il 2019.

Niente è cambiato dall’anno appena trascorso.

Tu sei esattamente la stessa persona, la tua vita è stata uguale, come sempre.

Avevi grande aspettative per il nuovo anno, grandi ambizioni e invece…

Il costo di cambiare era troppo alto.

Quanto ti è costato rimanere fermo?

Guardi dietro di te e vedi tutto il tempo che hai sprecato, senti tutte le opportunità che non hai afferrato.

Cosa provi, cosa ti ha portato questo 2019?

Immagina che niente cambi, immagina che la situazione che stai vivendo oggi continui, sempre peggio, sempre peggio.

Fin ad oggi sei riuscito a sopportare a malavoglia questa condizione ma dove ti porterà se continui ad accettarla?

Non hai fatto niente per cambiare e hai mancato ancora gli obiettivi, hai mollato un altro progetto, continui a sprecare i tuoi potenzilaili.

Senti su di te gli sguardi pesanti degli altri: come ti guardano,  cosa ti dicono di te?

Pensano che sei un inconcludente e anche tu lo pensi.

Ti piace la persona che sei diventato? (non ti piace) Sei l’uomo/la donna che ammiravi da bambino?

Cosa non ti piace? Cosa devi per cambiare per essere quella persona?

Vuoi fuggire da questa situazione ma non puoi.

Sei incastrato e per quanto tu cerchi di liberarti è questo il tuo futuro.

Guardati intorno: cosa vedi, cosa senti e cosa provi. Cosa è successo in questo 2019, Com’è l’anno peggiore della tua vita?

Descrivilo adesso, tutto di un fiato, butta giù tutto quello che hai dentro.

Adesso fermati. Era solo un incubo. Il tuo 2019 può essere diverso.

Respira. Inspira ed espira.

Non è ancora successo.

Tu puoi far si che non succeda.

Quali sono le cose che devi cambiare subito per far si che non succeda?

Inizia a farlo. Guardati mentre cambi il corso degli eventi.

Le tue scelte, ogni piccola decisione cambia il 2019 dandoti la possibilità di realizzare ogni tuo obiettivo.

Quali sono queste scelte? Come dovrebbero essere per far sparire tutte quelle emozioni negative?

Immaginati mentre esci da quella trappola e inizi a vivere:

dove sei?

Com’è l’ambiente che ti circonda?

Come ti fa sentire tutto questo?

Il tuo incubo si è trasformato nel tuo sogno.

Cambiando quelle scelte hai trasformato l’anno peggiore della tua vita nel migliore anno che potessi desiderare.

Chi c’è al tuo fianco?

Come ti guardano le persone che hai intorno, cosa ti dicono?

E tu, tu cosa ti dici?

Muoviti in questo anno e descrivilo.

Adesso guarda davanti a te: c’è uno specchio.

Cosa vedi in quello specchio? Com è la persona che ha fatto sì che tutto questo fosse possibile?

Osservala bene: come sono i suoi occhi e i suoi capelli? Come è vestito? Qual è la sua espressione?

Ti riconosci vero? Quella persona sei tu.

Guardati negli occhi adesso e sorridi. è stato bello il 2019 vero?

Lascia che questa immagine si imprima nella tua mente.

Quello sei tu. Sei riuscito a fare tutto questo.

Hai superato tutti i tuoi limiti hai raggiunto cose che non avresti mai osato immaginare.

Come hai fatto?

Quali azioni hai messo in moto?

Quali scelte hai cambiato?

Descrivile una per una e immaginati mentre continui a farle in un flusso che ti permette di realizzare quello che vuoi, basta iniziare a farlo.

Questo è l’anno che ti meriti, questo è l’obiettivo che vuoi raggiungere,

questo è il tuo anno multipotenziale.

Buon 2019.”

Rielabora

Partendo dall’esercizio e da quello che hai scritto è arrivato il momento di elaborare e tradurre tutto questo in una frase che contiene non più di 10 parole e che sia formulata in senso positivo, quindi come qualcosa verso cui andare.

L’esercizio, infatti, è servito non solo per fare chiarezza su quali situazioni vuoi cambiare nel tuo 2019 ma anche per conoscere le espressioni con cui il tuo cervello si esprime: l’obiettivo devi scriverlo a parole sue 🙂 cioè con le parole più familiari a quella parte di te più profonda e nascosta sotto la spessa superficie di razionalità.

Usare le stesse parole dell’esercizio di scrittura espressiva ha anche un altro effetto: l’associazione dell’obiettivo all’esercizio farà riemergere le sensazioni scaturite dalla visualizzazione.

Creerà un ancoraggio motivazionale pazzesco rendendo il tuo cervello meno resistente al cambiamento e alla pigrizia poiché assocerà al non-raggiungimento dell’obiettivo le sensazioni negative liberate dalla prima parte dell’esercizio che – come visto nella Prospect Theory – hanno un peso maggiore rispetto alla possibilità degli effetti positivi dati dal raggiungimento dell’obiettivo desiderato. 

Ripetizione

Sarebbe opportuno che tu usassi l’obiettivo come un mantra, ma so che non lo farai – sei multipotenziale no? – e che quando le cose sembreranno filare lisce te ne dimenticherai.

Perciò il segreto è riempire tutti gli ambienti abituali con post-it in cui hai scritto l’obiettivo.

Il posto per eccezione è metterlo sullo specchio dove ti guardi la mattina prima di uscire o appena ti svegli.

Sarà lì, come un reminder continuo, a ricordarti quanto splendido potrà essere il tuo 2019 se muovi il culo 😀

Abbiamo appena cominciato

Questo è il primo passo per il planning multipotenziale 2019 ma abbiamo appena iniziato: come ti ho detto formulare l’obiettivo è necessario ma non sufficiente.

Adesso dobbiamo capire cosa sono i Key Results e come funzionano: la parte più pratica e immediata che ti permetterà di lavorare giorno dopo giorno e di capire se stai andando nella giusta direzione, modificando il tuo percorso passo dopo passo.

Feedback

Ho ideato questa tecnica personalmente e la uso su di me con risultati fantastici ma mi piacerebbe sapere come ti sei trovato, se ti è piaciuta e soprattutto se è stata utile.

Aspetto le tue risposte nei commenti e intanto buon 2019!

Un abbraccio,
Sonia

2 commenti su “Obiettivi Multipotenziali: l’approccio innovativo per definire obiettivi dinamici”

  1. Wow, incredibile questo post ma ancora di più l’esercizio, davvero potente <3 Mi ha riportato ad un esercizio simile fatto qualche anno fa ad un corso per guarire una situazione di conflitto. Grazie infinite Sonia, ho pianto tanto e sto piangendo anche mentre scrivo questo commento ma è un pianto liberatorio, ora ho il mio obiettivo per il 2019 e non lo lascio andare senza averlo realizzato, grazie grazie grazie <3

    1. Ciao Eleonora 🙂
      sono veramente felice che l’esercizio sia riuscito!
      Diciamo che è ispirato da un corso fatto più di dieci anni fa e modificato per calzare un po’ di più con la multipotenzialità.
      Ti auguro un 2019 multipotenziale e che tu raggiunga il tuo obiettivo <3

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