Pianificazione Multipotenziale:
come iniziare a rivoluzionare la tua vita

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Facciamo una scommessa.

Scommetto che un sistema di pianificazione multipotenziale come quello che vedrai in questo articolo non l’hai mai visto prima.

 

Prima di tutto perché hai sentito poco parlare di multipotenzialità e, diciamocelo pure, non hai ancora ben chiaro di cosa si tratta.

Secondo perché non credi che una rivoluzione possa essere pianificata.

Beh, sul primo punto ti prometto che se inizierai a seguirmi cercherò si svelarti tutto quello che so e che sto sperimentando a proposito della multipotenzialità.

Sul secondo… beh ti dico solo che non saremmo qui, io e te, tu a leggere e io a scrivere questo post, se non avessi pianificato la mia ormai molto tempo fa.

Inizia a risolvere il primo punto iscrivendoti alla newsletter se non l’hai ancora fatto, così posso passare subito a raccontarti quali sono i passi che possono aiutarti a rivoluzionare la tua vita.

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Pianificazione Multipotenziale

Sorrido se penso che questa serie di articoli dedicati alla pianificazione multipotenziale è iniziato per rendere il 2019 l’anno dedicato all’esplorazione della tua multipotenzialità.

Questo è l’ultimo articolo di questa guida, ma sarebbe dovuto essere il primo. In teoria avrei dovuto prima spiegarti come funziona la pianificazione multipotenziale e poi scendere nel dettaglio di tutte le sue componenti e le sue regole.

Noi multipotenziali siamo così:

  • procediamo contro senso e contro corrente,
  • partiamo dalla fine per arrivare all’inizio
  • NON abbiamo una minima idea di quello che stiamo facendo ma lo facciamo comunque.

Ho attuato diverse rivoluzioni nella mia vita, a volte silenziose e improvvise, spesso lunghe e graduali ed ho capito una cosa importante.

Le rivoluzioni non sono casuali.

Le coviamo dentro di noi, le immaginiamo, le pensiamo e le pianifichiamo più spesso di quanto ci piace ammettere, a volte quasi inconsciamente.

Far diventare questo processo consapevole può aiutarti a gestire e controllare le tue rivoluzioni e decidere dove direzionarle.

In questo articolo ti do gli strumenti per fare questo con una visione d’insieme che unisce tutto quello di cui abbiamo parlato questo mese.

Sono tre gli elementi che rendono possibile rivoluzionare la propria vita:

  1. Forte motivazione
  2. Attenta pianificazione
  3. Costante misurazione

Come puoi attuare una rivoluzione multipotenziale nella tua vita mettendo insieme questi tre semplici elementi creando una combinazione esplosiva?

Bando alle ciance, te lo svelo subito!

pensi di essere multipotenziale?

Col test di the multipods revolution scopri se sei multipotenziale e qual è la tua maggiore difficoltà come #MULTIPODS

1. Forte Motivazione

La parola motivazione deriva dal latino “motus”, participio passato di “movere”, muovere. La parola motivazione, quindi, ha a che fare con il movimento e in particolare con l’impulso che spinge a muoversi.

È infatti l’elemento principale per attuare la tua rivoluzione personale.

  • Cos’è che ti fa ardere?
  • Cosa ti spinge ad affrontare le più tetre difficoltà?
  • Cosa ti fa continuare anche quando tutto è contro di te?

Il potere più profondo della motivazione sta nella suggestione o meglio autosuggestione: la capacità di un individuo di convincersi di un pensiero o di una credenza.

In questo caso la motivazione è un’autosuggestione positiva perché non ti limita ma ti permette, anzi ti spinge, a continuare a muoverti.

Per trovarla, questa forte motivazione, dovrai iniziare dal più duro lavoro che sia mai esistito: scavare dentro di te e guardare cosa trovi.

Solo così riuscirai a scoprire il tuo WHY e definire, di conseguenza, l’obiettivo multipotenziale.

#1.1 Scopri il tuo Why

Nel libro “La Rivoluzione Multipotenziale” c’è un lungo capitolo dedicato a questo argomento in cui più che aiutarti a definirlo – anche perché credo sia molto difficile farlo semplicemente leggendo un libro – ti svelo una profonda verità.

Anche i multipotenziali hanno un WHY e di conseguenza una MISSION.

Se da un lato questo è consolante, dall’altro è terrificante perché vuol dire che dobbiamo trovarlo questo WHY.

Paradossalmente per un multipotenziale è più semplice che per uno specialista: un multipotenziale non potrà mai confondere il WHY con una professione o una passione perché è difficile che ne abbia scelta solo una.

Un errore comune è, infatti, pensare che il WHY sia legato ad una sola passione.

Il nostro più profondo perché è legato ad una serie di emozioni e valori che fare determinate attività ci fa sentire.

Perciò per un multipotenziale sarà semplice definire il proprio WHY: basta ripercorrere le proprie passioni e attività per trovare delle intersezioni, il fattor comune che ci ha spinto a scegliere di portare avanti proprio quelle e non altre.

#1.2 Definisci il tuo obiettivo multipotenziale dinamico

Raramente ho sentito parlare di WHY e motivazione nei percorsi di coaching che ho fatto come presupposto per definire un obiettivo. Ci si concentra sull’analisi della situazione attuale: cosa va bene e cosa va male nella tua vita, cosa potresti fare meglio, quali sono i tuoi sogni. Cosa, come… mai nessuno che ti chiede perché.

Come potrai leggere nella guida che ti aiuta a definire l’obiettivo dinamico multipotenziale, una delle maggiori innovazioni di questo metodo è il chiedersi perché.

Quante volte ci siamo posti un obiettivo senza comprendere a pieno il motivo profondo che ci spingesse a realizzarlo? E come è andata a finire?

Esatto, immaginavo.

In un mondo che ci bombarda costantemente di opportunità e di modelli da seguire prima di intraprendere una strada, di scegliere un mentore o di definire un obiettivo ti devi chiedere perché.

Eppure questo non è sufficiente: ho visto persone fallire con le migliori intenzioni, le più forti motivazioni.

Una volta che conosci il tuo WHY devi scegliere come muoverti in quella direzione: probabilmente sei già riuscito a scegliere dei percorsi in linea con le tue più profonde motivazioni, altre volte sei rimasto sopraffatto dalla paura di scegliere e di lasciare indietro tante altre valide possibilità.

Scegliere… che parola terribile.

Parlo spesso dell’importanza di scegliere e se ti interessa ti consiglio di approfondire l’argomento in questo articolo: devi scegliere tu se no lo farà qualcun altro per te.

Tranquillo. Scegliere NON significa tracciare un percorso preciso, da oggi ai prossimi cinquant’anni, composto di una miriade di traguardi successivi e propedeutici.

Scegliere NON significa neanche privarsi di tutte le possibilità che NON scegli: l’idea è quella di provare e tornare quando vuoi sui tuoi passi per poter scegliere ancora, confermando o cambiando la tua scelta precedente.

Per questo è importante scegliere un obiettivo dinamico: NON devi paralizzarti nelle tue scelte, ma nello stesso tempo devi iniziare a lavorare verso una direzione e focalizzarti su quella.

 

Solo dopo potrai passare a pianificare il tuo percorso con maggiore dettaglio.

N.B. Scegliere e definire un obiettivo multipotenziale è uno dei passaggi più delicati e difficili della pianificazione multipotenziale, perciò ti consiglio di approfondire l’argomento leggendo la guida che ti ho messo a disposizione qui e mi raccomando di fare l’esercizio – farmi sapere cosa ne pensi, ovviamente 😉

#2 Attenta Pianificazione

Basta procedere a tentoni: ti serve un piano!

Sebbene sembrerebbe che la pianificazione sia un concetto completamente estraneo e in antitesi con la multipotenzialità – un altro…quanti pregiudizi che abbiamo – in realtà nessuno arriva da nessuna parte senza seguire un percorso.

La vera particolarità di una pianificazione multipotenziale è che il percorso non è predefinito e specifico ma si costruisce passo dopo passo: cambiando strada, tornando indietro o saltando venti passi in avanti.

Capisco il tuo punto di vista: non è la stessa cosa di procedere a tentoni?

No, non lo è. Con questo approccio tu scegli di mettere un passo piuttosto che un altro; misuri i tuoi progressi e cambi strada a seconda dei risultati che hai ottenuto; mantieni una direzione, che è l’obiettivo multipotenziale, ma allo stesso tempo sei libero di cambiarla quando non produce i risultati che vuoi.

In poche parole, come ti dicevo in questo articolo, la differenza tra il procedere a tentoni e la pianificazione multipotenziale è accettare ogni errore e fallimento e imparare da questi nel più breve tempo possibile, senza crogiolarti in sensi unici e strade senza uscita.

Vediamo più nello specifico qual è l’elemento che permette questa flessibilità nella pianificazione multipotenziale.

Ti sei già distratto?

Questo significa che sei davvero multipotenziale:
il test di the multipods revolution ti aiuterà a scoprirlo!

#2.1 Procedi a ritroso per trovare tutti i Key Results 

Sono i Key Results che permettono di attuare una pianificazione multipotenziale in piena regola. Grazie alle loro caratteristiche, infatti, ti obbligano a decidere che passo fare e a farlo nel tempo più breve possibile.

Nella guida dedicata ai Key Results, infatti, scoprirai che sono completamente diversi dagli obiettivi dinamici multipotenziali ma si avvicinano di più al concetto di obiettivo SMART così comune nella corrente concezione di pianificazione.

I key results: passo dopo passo per realizzare il tuo obiettivo multipotenziale

La differenza sta nella temporalità e nella semplicità: i Key Results devono essere semplici per poter essere attuati da subito con le risorse che abbiamo e nello stesso tempo devono essere realizzati in un periodo molto breve – massimo tre mesi – per permettere un velocissimo cambio di rotta nel caso di fallimento.

Ci hai fatto caso? Il titolo di questo paragrafo ha una parola che spero ti abbia fatto sorridere e tranquillizzare: tutti.

A differenza degli obiettivi, che devono essere unici, di Key Results puoi definirne quanti ne vuoi, anzi, più sono e meglio è.

Il presupposto è che non esiste un’unica strada per realizzare un obiettivo e che non abbiamo abbastanza fantasia oggi per sapere cosa succederà domai nelle nostre vite.

Focalizzarci su più strade contemporaneamente ci permette di non chiuderci e rimanere aperti alle possibilità.

Se hai ancora dubbi su questo ti invito ad approfondire le regole di una pianificazione multipotenziale in questo articolo.

le regole di una pianificazione multipotenziale

Come ogni pianificazione, anche qui ci sono delle regole... ma queste sono divertenti!

#2.2 Identifica un'abitudine che accomuna i tuoi Key Results

Dopo aver buttato giù tutti i Key Results che ti vengono in mente, seguendo l’esercizio che si trova in questa guida, è arrivato il momento di mettere nero su bianco cosa iniziare a fare subito e quali Key Results ha senso iniziare a perseguire.

Abbiamo ripetuto spesso che i Key Results scelti in questa fase possono essere molteplici: molteplici significa più di uno, NON tutti.

Questo è importante perché il punto chiave di questa fase è trovare un equilibrio, il tuo equilibrio, per non stressare la pianificazione multipotenziale altrimenti non funzionerà.

Il classico suggerimento che ti invito a seguire è di provare sulla tua pelle a focalizzarti su un certo numero di Key Results per volta e addrizzare il tiro strada facendo, tagliando quelli che ti rallentano e incidono meno sul raggiungimento dell’obiettivo finale.

In generale il mindset che ti consiglio di mantenere in una pianificazione multipotenziale – in realtà in qualsiasi approccio multipotenziale – è sempre quello di testare e adattare ogni strategia al tuo livello di multipotenzialità.

In questo caso potrai servirti di un aiuto aggiuntivo: la scelta delle abitudini.

Esatto, parliamo proprio di abitudini – se sei un po’ confuso sul perché è opportuno fare questo passaggio ti invito ad approfondire leggendo questa guida.

Diverse nostre azioni sono guidate da medesime abitudini, non credi?

 

Per esempio ho scoperto che dormire troppo la mattina, diciamo oltre le 8.00, qualsiasi sia l’orario in cui ho preso sonno, compromette il mio riposo la sera successiva. Cambiando questa semplice abitudine, quindi mantenendo un intervallo di almeno 15-16 ore tra la sveglia e la buonanotte ho migliorato la qualità del mio riposo, aumentando le energie e la produttività durante la veglia e permettendomi di incrementare il numero di attività che riesco a seguire.

Una semplice abitudine a volte cambia tanto.

Sebbene sembri semplice, non è per niente facile modificare le proprie abitudini: ci vuole tempo, costanza e impegno.

Per questo motivo ti consiglio di partire identificando una singola abitudine che ti sfidi e ti impegni a modificare e che sia correlata con un altro numero di Key Results.

Successivamente alla definizione dell’abitudine che ti impegnerai – almeno per 28 giorni – a modificare potrai scegliere i Key Result da perseguire per primi.

#2.3 Scegli le azioni da compiere in relazione ai Key Results che vuoi misurare

Finalmente una cosa semplice! Non ti resta che identificare le specifiche azioni da fare per raggiungere i tuoi Key Results, dando priorità assoluta a quelle azioni che ti aiutano a perseguire il più alto numero di Key Results contemporaneamente.

Se scegliere i Key Results poteva risultare delicato per la riuscita di una pianificazione multipotenziale è ancora più critico non bloccarsi sulle azioni.

Ti svelo alcuni accorgimenti che è importante tu tenga presente:

SEMPLICITÀ

Ricorda che il concetto chiave – anche se non sembrerebbe dato il grande numero di articoli che sto producendo in correlazione a questo argomento – è proprio la semplicità.

Devi mantenere la pianificazione multipotenziale semplice da seguire e da ricordare, mi raccomando!

Per esempio ti rendi conto che dedicare 30 minuti quando ti svegli all’attività fisica migliora le tue performance giornaliere sul lavoro o comunque nel perseguire i tuoi Key Results e nello stesso tempo ti permette di mantenere il tuo peso forma, che magari è un altro Key Results?

Ottimo! Questa è un’azione da inserire subito.

Ti consiglio, inoltre, di dedicare ad azioni diverse dei momenti specifici della tua giornata e settimana: questo aiuterà il cervello a non andare in confusione e non ribellarsi a questa moltitudine di focus.

METODICITÀ

METODICITÀCon questa parola intendo impostare le azioni secondo una logica che è già adottata dal tuo cervello.

Per esempio se vuoi preparare contemporaneamente due esami potresti suddividere la giornata in pre-pranzo e post-pranzo in modo che tra le due azioni diverse il cervello possa avere una pausa e resettarsi per iniziare da un’attività diversa. Un altro sistema potrebbe essere dividere la settimana in giorni tematici: il lunedì faccio tutto quello che centra con X; il martedì si passa a fare quello che centra con Y; il mercoledì Z e così via.

LIBERTÀ

LIBERTà

Non c’è niente che manda più in paranoia un multipotenziale che sentirsi costretto di fare le cose e seguire un piano troppo minuzioso.

Se avrai ogni ora e momento della giornata perfettamente programmati i risultati che otterrai sono due – e non sono quelli che speri:

  1. Ogni minimo cambio di programma – che ci sarà, sappilo – ti manderà in crisi e comprometterà completamente la tua capacità di seguire il piano.
  2. Ti annoierai e cercherai la libertà mandando all’aria anche i pochi propositi che avevi, cercando di trovare altre attività più entusiasmanti.

Perciò ti consiglio di lasciare degli ampi margini nella tua giornata e settimana in cui non c’è nulla di programmato in cui ti permetterai di spaziare ed esplorare liberamente o potrai dedicarli a concludere le tue azioni in caso di ritardi ed imprevisti.

#3 costante misurazione

Ce l’hai fatta, sei quasi arrivato in fondo a questo articolo!

Sono molto fiera di te 😉

L’elemento più importante della pianificazione multipotenziale è la capacità di misurare l’andamento e raddrizzare la rotta.

Presi dalla vita che scorre, dal tempo che manca, dalle mille cose da fare è difficile che qualcuno di noi faccia il punto e si renda conto cosa è successo, cosa è andato e cosa no.

Finché sembra troppo tardi cambiare, troppo tardi prendere il coraggio a due mani e scegliere qualcosa di diverso.

Il problema della misurazione NON è la difficoltà o il tempo che spendiamo per capire dove siamo arrivati.

Misurare significa fermarsi e guardare cosa abbiamo fatto, significa inconsciamente giudicare e giudicarci e noi abbiamo paura del giudizio, non è vero?

Il sistema scolastico ha inculcato nel nostro cervello che misurare risultati può avere delle terribili ripercussioni.

Pensa al momento di verifica o della pagella a fine anno: l’ansia terribile di vedere quel voto, di scoprire quanto valevi. Non importava se ti tu fossi d’accordo o meno, quel voto definiva chi eri e chi saresti diventato.

Il che suscitava una reazione negli adulti – più o meno positiva a seconda delle aspettative: impariamo ad aspettarci una determinata reazione ad un risultato proprio a causa di questo meccanismo.

Con questa sezione vorrei passarti un concetto molto semplice:
misurare i tuoi risultati non significa giudicarti.

Nessuno rimarrà deluso e nessuno ti sgriderà se le cose sono andate diversamente da come avevi immaginato.
Dai, cerchiamo di rimpiazzare i meccanismi automatici che la scuola ha inculcato in noi e cambiamo il nostro futuro.

P.S. Se ti piacerebbe approfondire sui meccanismi” che inconsciamente il tuo cervello mette in atto, nel libro “La Rivoluzione Multipotenziale” troverai una sezione intera dedicata a questo argomento 😉

#3.1 Misura periodicamente i tuoi Key Results

Non troviamo mai il tempo per fare le cose che dovremmo, non è vero?

Ti svelo un piccolo segreto.

Ci saranno sempre altre email da leggere, chiamate urgenti, cose che non si possono rimandare e lavori da consegnare per ieri.

Ad un certo punto devi prendere TU il controllo e dare un tempo e una priorità a tutto.

Lo so, la parola priorità per chi vuole fare tutto è un incubo.

Devi iniziare a focalizzarti su qualcosa per poter fare tutto: ci sono alcune azioni che più di altre ti danno risultati.

È la legge di Pareto, non lo dico io 😉

Il 20% delle nostre azioni produce l’80% dei nostri risultati.

Devi focalizzarti su quel 20%!

Questa parte della pianificazione multipotenziale rientra in quel 20%: trova un modo per forzarti a farlo.

Sono proprio le cose che ci fanno più paura e a cui facciamo maggiore resistenza che ci cambiano la vita, perché affrontarle significa uscire dalla nostra zona di comfort e scoprire cose su noi stessi di cui non avevamo consapevolezza.

Decidi come preferisci forzarti:

  • scegli delle date durante l’anno che segnino la revisione della tua pianificazione,
  • metti una sveglia sul telefono,
  • parti per un weekend ogni tre mesi e isolati dal mondo…

NON importa il come, importa che tu lo faccia spesso.

Man mano che questa pratica diventerà un’abitudine scoprirai che non ne puoi per nessuna ragione fare a meno, te lo prometto.

#3.2 Evolvi l'obiettivo in funzione del risultato

Non lo pensare nemmeno.

Cambiare il proprio obiettivo strada facendo non significa barare!

 

Non c’è nessuna gara, non c’è nessun premio da conquistare o damigella da salvare: evolvere il tuo obiettivo significa rispettarti come essere umano, definire il tuo tempo e muoverti con più facilità e coerenza verso i tuoi risultati.

Sì, ho detto coerenza!

Ammettere di aver fatto un errore di valutazione e cambiare strada significa essere coerenti con sé stessi.

 

Credo che la maturità sia il momento più difficile per un multipotenziale: in quel momento sembra si deciderà tutto il resto della tua vita.

Che università è più giusto scegliere?
Cosa voglio fare da grande?
Dove voglio vivere?
Come mi vedo fra cinque anni?
E fra dieci?

Credevo che sbagliare quella singola scelta avrebbe mandato all’aria tutte le buone speranze e le mie ambizioni per il futuro.

Come può un ragazzo o una ragazza a diciotto anni, senza conoscere niente del mondo, prendere una decisione così definitiva per la sua intera vita?

Come può essere schiacciato dal peso di dover diventare un adulto e dalla consapevolezza che se non lo farà nel modo giusto finirà come i suoi genitori: frustrato dalle scelte sbagliate e troppo vecchio per cambiare, costretto ad una vita infelice.

Come ti ho detto ero parecchio intransigente con me stessa, mi avevano insegnato così.

Perciò non importava se la scelta che avevo fatto non mi piaceva, se ero gravemente malata e se niente di quello che stessi facendo era mosso dalle mie profonde motivazioni: l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era di non potersi fermare, di non dover perdere tempo, di affannarmi ad essere la migliore.

Se mi fossi presa il tempo di guardare cosa stavo facendo e con che risultati mi sarei resa conto che dovevo evolvere il mio obiettivo in qualcosa di più profondo e utile di una laurea lampo.


Ho combattuto con tanto tempo col peso del fallimento
finché non ho realizzato che quel momento della mia vita è stata la più grande fortuna che abbia mai avuto.

Sono stata obbligata a fermarmi, a scegliere per risparmiare energie su cosa focalizzarmi e a ricalibrare i miei obiettivi.

 

La mia vita è completamente cambiata e oggi sono esattamente dove volevo essere a fare quello che mi piace, cambiandolo quando mi piace. E no, non sono diventata una fallita come ho sempre temuto.

Devi darti il permesso di fallire e devi permetterti di cambiare idea e strada quando capisci che sei in un vicolo cieco.

Il coraggio è proprio questo: fare della tua vita quello che tu – non altri –vuoi.

#3.3 DEFINISCI NUOVI KEY RESULTS

Ovviamente a seguito della modifica del tuo obiettivo devi adattare nuovi Key Results alla realizzazione di questo.

Definire nuovi Key Results NON significa muoversi alla cieca e scegliere altre attività a caso, giusto per il gusto di cambiare.

Devi essere analitico adesso: non è sufficiente accettare che qualcosa è andato male, devi capire perché e soprattutto come puoi fare a cambiare la situazione.

Quando finalmente mi sono arresa all’evidenza che la facoltà che avevo scelto non mi soddisfava, ho cambiato completamente approccio nella scelta di una nuova facoltà.

La passione non era qualcosa su cui poter fare affidamento: ho scelto a seconda di cosa mi poteva mantenere più strade aperte.

Se mi piaceva così tanto cambiare e progettare e dedicarmi anima e corpo ad una nuova attività ma nello stesso mi annoiavo presto di fare sempre la stessa cosa dovevo capire come velocizzare il successo dei miei progetti: per questo motivo ho scelto il marketing.

Fallire è il modo più veloce per reperire nuove informazioni su sé stessi.

Usa quelle informazioni per definire i nuovi Key Results, altrimenti tutto il metodo non sarà servito a niente.

#3.4 identifica nuove abitudini e azioni

Di conseguenza è arrivato il momento di modificare le tue abitudini e azione e questa è la parte che ci piace di più.

Ricordati che nonostante la multipotenzialità, siamo esseri umani: il cambiamento è sempre qualcosa di fastidioso.

Non ti crucciare se i cambiamenti che hai fatto NON sembrano dare nell’immediato i risultati che speravi: datti tempo e non mollare.

Se hai seguito tutti gli step ci sarà un momento per fermarti e valutare se la scelta che hai fatto ti sta portando nella direzione che vuoi, ma fino a che non arriva quel momento sospendi il giudizio e concentrati sulle nuove azioni da portare avanti.

N.B. NON SMETTERE MAI DI CAMBIARE

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Se così non dovesse essere, se anche questa volta c’è qualcosa che non sta portando i risultati sperati o che non ti fa sentire bene per qualsiasi motivo – sono sicura che ci sarà – non avvilirti e non lapidarti.

scopri cosa non è andato e cambia di nuovo

 

È questa l’unica strada giusta per raggiungere quegli obiettivi che all’inizio non pensavi neanche di avere.

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È scientificamente provato che un like al girono toglie il medico di torno!

Alla prossima, #multipods

Un abbraccio,

Sonia

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Sonia Elicio

Fondatrice del blog “The Multipods Revolution“, Autrice del libro “La Rivoluzione Multipotenziale“, Life & Career Designer, Marketer,  Content Creator, Travel Influencer… nel tempo libero sviluppo i miei superpoteri! ;)

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